Agricoltura, «il censimento è costato 270 mln»

Alessandro Biancardi

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OFENA Quanto è costato alle tasche degli italiani il sesto censimento sulle imprese agricole?

Questa è stata la prima domanda che è stato rivolta al personale delegato al censimento Istat da Dino Rossi, presidente del Cospa Abruzzo. «La risposta», assicura, «è stata da infarto».

Sarebbero stati spesi, infatti, per il sesto censimento delle aziende agricola 270 milioni di Euro «per un lavoro», contesta Rossi, «che è già bello che fatto, se si pensa che la maggior parte dei dati sono stati forniti dall’Agea, (agenzia per l’erogazioni in agricoltura), tramite i fascicoli aziendali istruiti dalle organizzazioni professionali agricole. Gli altri dati si possono prendere dalle camere di commercio on line, con un semplice click».

Ma Rossi si domanda a cosa sia servita la pubblicità che si è vista in tv, ma anche via internet o sui giornali: «a cosa serve pubblicizzare un censimento? Certamente non per salvare le aziende agricole ormai sul lastrico, ma più indicato per ingrassare il bilancio di qualche altra azienda. Quando siamo stati a Roma con i trattori ci è stato detto che i soldi per noi agricoltori non c’erano e ci hanno fatto l’esempio della coperta troppo corta».

Secondo quanto accaduto il presidente del Cospa sostiene che «la coperta è servita per coprire Mediaset (dove è stata fatta molta pubblicità) e non le imprese agricole entrate in crisi dovuto alla grande distribuzione che tramite la pubblicità indirizzano i consumatori all’acquisto di prodotti che da bianchi diventano blu. Oppure, con il consumo di carne estera, trattata con estrogeni, che a lungo andare causa la pubertà precoce».

Il Cospa ha annunciato che presenterà una  richiesta di accesso agli atti al Ministero del Tesoro per avere notizie più esaustive su tutta la vicenda «e se sarà necessario», assicura Rossi, «presenteremo anche una denuncia».

31/01/2011 10.05