Agnello "made in Teramo", decolla la domanda

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sono stati raggiunti risultati importanti nell’ambito delle iniziative volte a tutelare e promuovere l’agnello delle colline teramane.

Si prevede per l’anno in corso una produzione che si attesta sulle settemila unità, un’offerta che potrebbe anche non tener testa alla domanda, a fronte del crescente interesse sia dei piccoli commercianti sia della Grande Distribuzione Organizzata per i capi provenienti da greggi allevati e mattati nella provincia di Teramo.

È quanto sostiene il Consorzio per la Valorizzazione dell’agnello dei Monti Teramani, istituito due anni or sono con il supporto della Coldiretti Teramo e con l’obiettivo di tutelare questo importante prodotto di nicchia attraverso un disciplinare che certifica la produzione e offre al consumatore finale garanzie sui metodi di allevamento, sulla qualità e sulla provenienza delle carni.

«Attraverso l’attività del Consorzio – ha spiegato Ezio Di Donato – garantiamo la genuinità di un prodotto che rischia spesso di subire contraffazioni a causa dell’elevato numero di allevatori che reimmatricolano agnelli provenienti dall’est dell’Europa».

La produzione del “vero agnello certificato” avviene completamente in aziende collocate nel territorio della Provincia di Teramo, i prodotti sono ottenuti secondo metodi di allevamento tradizionale, ovvero da greggi allevati allo stato brado.

Entro una settimana dalla nascita gli agnelli vengono registrati in anagrafe e lo svezzamento avviene con il solo latte naturale della madre, le pecore madri sono mantenute al pascolo per l’intero anno e la consegna delle carni avviene nell’arco di sole sei ore con il marchio di garanzia CEE.

«Dopo tanto rigore e impegno siamo pertanto soddisfatti del crescente apprezzamento per quello che è il vero prodotto nostrano».

Si sta concretizzando inoltre l’intento di “destagionalizzare” la commercializzazione del prodotto normalmente concentrata nei periodi legati alle festività pasquali e natalizie proprio grazie alla crescente richiesta.

Questa carne ovina infatti ha un basso contenuto calorico ed è altamente digeribile, ricorda il Consorzio, ed è pertanto un alimento consumabile durante l’intero corso dell’anno.

31/01/2011 10.03