Teramo, la Provincia monitorizza consumi ed emissioni dei Comuni

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Provincia di Teramo all’avanguardia per la misurazione dei consumi di energia e le emissioni di Co2 dei suoi Comuni.

Quella di Teramo è stata infatti la prima Provincia a livello europeo ad aver aderito al Patto dei sindaci con uno proprio Piano di Azione, avviando l’attività di misurazione dei consumi nei Comuni del teramano: elettricità, gas naturale, gas liquido, benzina, diesel.

Dalle rilevazioni, per ogni Comune sarà messo a punto un piano differenziato e sarà possibile individuare i consumi complessivi e pro capite per abitante, ma anche i consumi “pubblici”, quelli del settore terziario e quelli connessi alla mobilità.

A Sant’Omero, primo Comune dove si è concluso il rilevamento, il consumo pro capite è di 7.650 chilowattora l’anno, ovvero 2.255 kg di Co2; per raggiungere gli obiettivi del Patto – almeno il 20% in meno di emissioni inquinanti entro il 2020 – ogni cittadino dovrà diminuire di 454 kg le emissioni di anidride carbonica.

Sono 40.291.118, invece, i chilowattora totali che si consumano in tutto il territorio di Sant’Omero e che corrispondono a 11.902 tonnellate di Co2 emessa in atmosfera: il 25% è consumato dal settore trasporti, il 75% dall’insieme di edifici privati, pubblici, edifici del terziario e pubblica illuminazione.

«Stiamo alla fase della diagnosi per individuare la cura – commenta l’assessore provinciale all’Ambiente, Francesco Marconi – per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti dobbiamo sapere quanto consumiamo, da dove partiamo. Agena (l’Agenzia per l’energia e l’ambiente, ndr) ha messo a punto un sistema di rilevazione che ci consente di conoscere quanto e soprattutto come consumiamo. Subito dopo individuiamo le azioni più efficaci e idonee per quel territorio a ridurre i consumi. Non dimentichiamo – conclude l’assessore - che meno consumi significa anche bollette meno pesanti per il cittadino».

L'Inventario di base delle emissioni (Bei) è indispensabile per l’elaborazione del Piano di azione per l'Energia sostenibile (Seap) che dovrà essere elaborato da ogni Comune. Solo gli enti locali che avranno elaborato il Piano potranno infatti usufruire dei finanziamenti destinati al Patto dei sindaci.

«Risorse europee ma anche nazionali e regionali – continua Marconi – che potranno essere utilizzate per riconvertire i sistemi di illuminazione pubblica, installare tetti fotovoltaici e impianti solari termici, per incrementare il trasporto pubblico; per incentivare la costruzione di edifici energeticamente più efficienti. Un’opportunità della quale noi potremo avvalerci grazie al fatto che siamo stati fra i primi enti locali in Europa a credere al Patto e a predisporre tutte le azioni previste da questo programma».

Spazio, dunque, alle energie alternative. Tornando al caso specifico di Sant’Omero, per esempio, è stato calcolato che se una famiglia composta da 4 persone decidesse di installare un impianto solare termico per la produzione di acqua calda ed un impianto fotovoltaico da 1 kW per la produzione di energia elettrica raggiungerebbe il 65% dell’obiettivo di riduzione delle sue emissioni di Co2 oltre a garantirsi l’autoproduzione di 1.260 kWh di energia elettrica l’anno e a soddisfare l’approvvigionamento del 60% del fabbisogno annuale di acqua calda.

L’ amministrazione comunale, dal canto suo, sta decidendo di intervenire sulla riconversione dell’ illuminazione con l’ utilizzo di lampadine a basso consumo energetico; di adeguare i sistemi di riscaldamento; di adottare un regolamento edilizio che preveda una serie di prescrizioni riguardante “ l’ efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati” .

25/01/11 11.45