Prodotti agroalimentari, c’è la legge sulla etichettatura

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Con il via libera al disegno di legge sull'etichettatura il sistema agroalimentare italiano recupera 13 milioni di euro al giorno».

 Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che ha espresso soddisfazione per un provvedimento (approvato oggi definitivamente dalla Commissione Agricoltura della Camera) molto atteso e che adesso e' divenuto realta' grazie anche all'azione bipartisan in Parlamento e all'impegno del mondo agricolo.

«Con un'etichetta trasparente e soprattutto con l'obbligo dell'indicazione d'origine si tutelano consumatori e agricoltori, si contrastano le emergenze, come quella della diossina in Germania, e si pone un forte baluardo all'agropirateria e alle frodi in campo alimentare che solo all'agricoltura nazionale fanno perdere circa 2 miliardi di euro l'anno. In questo modo il 'made in Italy' si riappropria di un valore economico ingiustamente sottratto. Non solo. L'Italia sara' il primo paese in Europa ad avere un'etichettatura chiara per tutti i prodotti».

«L'indicazione di origine dei prodotti agroalimentari -ha aggiunto Politi- e' un passaggio significativo. Essa e' una vera garanzia. Il disegno di legge rappresenta una prima importante risposta alle esigenze espresse piu' volte dal mondo agricolo italiano. In questo modo si completa un deciso passo avanti nell'azione per far si' che l'etichetta d'origine divenga una realta' per tutti i prodotti agroalimentari. Si permette di riconoscere la provenienza e si salvaguardia l'agricoltura di qualita'. Cosa che, del resto, gia' avviene in per alcuni importanti prodotti, quali la carne bovina, il pollame, il latte fresco, le uova, gli ortofrutticoli freschi, il miele, i vini e l'olio d'oliva».

 «Il problema ora -ha rimarcato il presidente della Cia- si sposta a Bruxelles. In questa sede bisogna impegnarsi con la massima fermezza. Occorre far si' che la normativa, soprattutto per quello che concerne l'indicazione d'origine, venga totalmente recepita dall'Ue, evitando rischi di infrazione e lunghe querelle. E credo che, anche in seguito all'emergenza provocata dalla scoperta di diossina nei prodotti alimentari tedeschi, ci siano tutti i presupposti perche' l'Europa riveda finalmente la sua posizione su questa delicata e complessa materia».
   Nel sottolineare l'esigenza di rendere rapide le applicazioni previste dal provvedimento, in particolare la pronta emanazione dei decreti ministeriali, Politi ribadisce che un'etichettatura trasparente «e' una scelta significativa per contrastare ogni tipo di falsificazione, rafforzare la politica di qualita', difendere la tipicita' e rendere il settore agroalimentare 'made In Italy' sempre piu' competitivo».

«Per comprendere l'importanza del provvedimento basta pensare ai danni che il sistema agroalimentare italiano subisce dal crescente assalto dell'agropirateria sui mercati internazionali. Dai prosciutti all'olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli e' un susseguirsi di "falsi" e di "tarocchi", che non ha conseguenze soltanto per le nostre Dop, Igp e Stg, che rappresentano la punta di diamante del "made in Italy" nel mondo, ma anche per tutti i prodotti tipici e di qualita' che sono un patrimonio formidabile della nostra agricoltura».

«Nel mondo -ha ricordato Politi- l'agropirateria fatta alle spalle del 'made in Italy' e' ormai un business che sfiora i 60 miliardi di euro, praticamente poco meno della meta' del fatturato del nostro agroalimentare. Solo negli Stati Uniti il giro d'affari relativo alle imitazioni dei formaggi italiani supera abbondantemente i 2 miliardi di dollari. Una situazione di estrema gravita': ci troviamo -davanti ad un immenso supermarket del 'falso', dell''agro-scorretto', del 'bidone alimentare', del 'taroccamento'. E la nuova legge sull'etichetta sicuramente contribuira' a contrastare un fenomeno che sta toccando livelli sempre piu' allarmanti».

 19/01/2011 8.39