Abruzzo, «l'edilizia è in ginocchio»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «La cassa integrazione nel settore delle costruzioni è agli sgoccioli, non ci sono nuove opere in partenza e la classe politica fa poco o niente per dare una smossa al settore».

ABRUZZO. «La cassa integrazione nel settore delle costruzioni è agli sgoccioli, non ci sono nuove opere in partenza e la classe politica fa poco o niente per dare una smossa al settore».

Il bilancio del 2010 nel settore edile parla chiaramente di una crisi profonda e di una preoccupazione costante per il 2011. 

«I problemi sono iniziati già nel 2009», dice Gianfranco Reale, Segretario Generale della Filca-Cisl di Pescara,«e nel 2010 si sono aggravati. Le imprese, infatti, hanno potuto ricorrere in un primo momento alla cassa integrazione e sono quindi riuscite a tamponare le perdite maggiori. Ora però gli ammortizzatori sociali stanno finendo, o  finiti del tutto ed il prossimo passo non può che essere quello di ulteriori licenziamenti del personale dipendente».

Secondo la FILCA parte delle responsabilità, vanno ricercate nella classe politica a livello nazionale e locale, infatti, sono state pochissime le decisioni prese per far fronte alla grave situazione occupazionale.  Per dare un'idea di quanto la crisi sia profonda si ricorda la manifestazione congiunta di imprenditori e dipendenti che si è tenuta il primo dicembre a Roma davanti a Montecitorio.

«Se i proprietari delle ditte scendono in piazza al fianco dei loro operai», spiega il sindacato, «significa che qualcosa davvero non va. La manifestazione del primo dicembre è una fotografia chiara e drammatica di come si sia concluso questo 2010».

E le previsioni per il 2011 sono più che negative.

CNA«SOS PER GLI APPALTI PUBBLICI»

Vanno a picco gli appalti pubblici, tiene il comparto delle manutenzioni private.

E’ la fotografia scattata da Cna Costruzioni, l’associazione delle piccole imprese del settore edile della Cna Abruzzo, al mondo del mattone. Nel periodo compreso tra gennaio e settembre del 2010, secondo i dati dell’analisi congiunturale realizzata dal Cresme (Il Centro di ricerche economiche, sociologiche e di mercato, ndr) è stata registrata una caduta significativa, in termini assoluti, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia per quel che riguarda gli appalti (354 contro 445), sia per quel che concerne gli importi: 246 milioni di euro contro 677.

«Pur ammettendo che il dato del 2009 sia stato condizionato dall’effetto-terremoto, che ha certo determinato una crescita di gare e importi, ma a solo vantaggio di imprese extraregionali – spiega il responsabile regionale Federico Scardecchia – i valori del 2010 sono stati inferiori anche a quelli del 2008. Allora, i bandi di gara furono 658, per un importo di 325 milioni di euro. Cifre, come si vede, sempre superiori al 2010».

Tiene meglio rispetto al settore pubblico, invece, l’area dell’edilizia privata. Termometro dello stato di salute di questo segmento del mercato, i dati elaborati dall’Agenzia delle entrate sulle domande presentate dai cittadini per usufruire del bonus del 36 per cento, riservato a chi ristruttura la propria abitazione. Ebbene, tra gennaio e novembre del 2010, in Abruzzo gli interventi ammessi al beneficio fiscale sono stati complessivamente 6.116, contro i 5.817 del 2009, con un incremento del 5,14% rispetto all’anno precedente. Un risultato soddisfacente, ma comunque non all’altezza della media nazionale di crescita, che è quasi al doppio di quella abruzzese, grazie a un significativo “+10,3%” rispetto al 2009.

Secondo l’associazione delle piccole imprese edili presieduta da Franco Carmine Santilli, alla base della débacle del settore pubblico stanno una serie di vincoli che condizionano pesantemente l’attività del comparto: «Un circuito perverso – elenca Scardecchia – in cui entrano, nell’ordine, i vincoli troppi gravosi del patto di stabilità, che impedisce alle pubbliche amministrazioni di spendere; i troppi lacci che condizionano, insieme ai tempi lunghi, l’attività della pubblica amministrazione; la difficoltà, soprattutto da parte dei piccoli comuni, di valutare le offerte e le proposte che arrivano dai privati sotto forma di “project financing”; la lentezza delle iniziative nel piano di ricostruzione dei centri terremotati, che devono invece trovare un nuovo impulso, ma soprattutto coinvolgere il mondo delle piccole imprese abruzzesi».

FILCA:«SUBITO UN OSSERVATORIO PROVINCIALE A PESCARA»

«L'edilizia Pescarese ha già perso 1000 posti di lavoro», continua Gianfranco Reale, «ed il 2011 potrebbe essere ancora più critico. La Cassa Integrazione sta per terminare (peraltro è uno dei settori che riesce ad attingere di meno agli ammortizzatori sociali). Se il lavoro non c'è, quando un cantiere chiude si tende a licenziare i dipendenti e questo è quello che, purtroppo, ci aspettiamo accada nei prossimi mesi per ulteriori centinaia di lavoratori».

La politica dovrebbe intervenire subito, anche a livello locale. Se al settore non si dà uno spiraglio, anche minimo, -è il pensiero del sindacato- il comparto edilizio andrà al collasso. 

«A mandare avanti il mercato, al momento, sono solo i privati. Quei pochi che, pur con sacrifici riescono ad investire. Dal settore pubblico tutto tace», dice Reale, «e ciò che è peggio è che in una situazione del genere si finisce purtroppo per favorire il lavoro nero. Un disagio in più che infliggerebbe un colpo mortale all'economia. Per questo si vuole lanciare un appello all'Ispettorato del Lavoro alla luce “Collegato Lavoro” convertito nella Legge 183/2010, nuove norme e disposizioni in materia di maxisanzione contro il lavoro sommerso, affinché i controlli vengano intensificati e di conseguenza si limitino i danni».

  Per dare risposte chiare e concrete bisognerebbe da subito, sempre secondo la Filca, istituire un Osservatorio provinciale sulle opere pubbliche e private coinvolgendo tutti gli amministratori locali, le associazioni datoriali e parti sociali. Inoltre sarebbe utile anche un tavolo permanente di concertazione «quale centro d’elaborazione delle politiche per la lotta al lavoro nero e il rispetto delle norme di sicurezza, di programmazione degli investimenti e quale centro promotore dello sblocco d’ogni singola opera pubblica».

 13/01/2011 15.55