Turismo. Fiba: «parlamentari intervengano su Fitto, a rischio 800 imprese»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

1964

ABRUZZO. La prossima settimana il presidente nazionale dei balneatori incontrerà Di Dalmazio

Si fa sempre più forte il pressing di Fiba-Confesercenti per salvare il settore balneare in Abruzzo. L’associazione più rappresentativa dei balneatori abruzzesi infatti torna oggi a chiedere ai parlamentari eletti in Abruzzo di intervenire sul ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, affinché modifichi la sua proposta di regolamentazione del settore.

«Siamo di fronte ad una proposta che rischia di spazzare via 800 piccole e medie imprese abruzzesi» sottolinea la Fiba-Confesercenti Abruzzo, «la politica non riesce a capire che il turismo è l’unico bene non delocalizzabile e vuole consegnarlo nelle mani della grande industria. Il rischio non soltanto è quello di spazzare via l’esperienza e l’innovazione delle aziende a conduzione familiare che oggi sono il front-office del turismo abruzzese: rischiamo di ritrovarci fra pochi anni con fast-food e catene internazionali sulle spiagge, annullando la peculiarità del turismo italiano e abruzzese».

Anche per questo la prossima settimana il presidente nazionale di Fiba-Confesercenti, Vincenzo Lardinelli, accompagnato dai vertici regionali di Confesercenti arriverà in Abruzzo per incontrare Mauro Di Dalmazio nelle sue vesti di coordinatore degli assessori regionali al turismo: «L’imbarazzante immobilismo che da anni caratterizza l’azione dei governi, combinato con l’arcaica legislazione di settore e con la  presenza delle diverse agenzie pubbliche che a vario titolo intervengo sul demanio e sulle  concessioni» dice Fiba-Confesercenti, «stanno penalizzando un settore economico che invece ha saputo cogliere con successo la domanda di innovazione e qualificazione dei servizi proveniente dai consumatori. Il risultato è paradossale: il rischio molto concreto di mettere in crisi migliaia di aziende impedendo loro di proseguire e sviluppare le proprie attività e creando serie difficoltà ad effettuare investimenti ed interventi di sviluppo, per mancanza di una prospettiva minimamente credibile, elemento indispensabile per qualunque azione imprenditoriale. Per questo, prima  di  dare  il nostro assenso a quella bozza di intesa» sottolineano i balneatori di Confesercenti «chiediamo ed abbiamo necessità di avere un'affidabile assicurazione che venga tracciata la strada e definiti i tempi certi anche per l'approvazione da parte del governo degli altri punti proposti nel documento unitario sottoscritto dalle rappresentanze di categoria».

07/01/11 12.14