Aspettando i saldi, le paure dei commercianti: «Natale negativo, speriamo di migliorare»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PESCARA. Partiranno domani 6 gennaio anche in Abruzzo i saldi e si andrà avanti fino al 6 marzo.

La Regione Abruzzo, facendo propria la proposta lanciata da Federmoda e Federdistribuzione di una data unica per l’avvio dei saldi, partirà il 6 gennaio per le vendite a saldo, come in quasi tutte le Regioni d’Italia.

La confcommercio di Pescara ha effettuato un sondaggio fra alcuni operatori commerciali della città per conoscere come sono andate le vendite natalizie, quali sono i pronostici per i saldi imminenti e quali sono i problemi più sentiti che vorrebbero vedere risolti.

I dati emersi non lasciano presagire nullo di buono per queste vendite di fine stagione.

Dalle interviste emerge innanzitutto l’andamento negativo delle vendite natalizie che potrebbe continuare anche durante i saldi.

Tutti i commercianti hanno espresso la loro preoccupazione riguardo la crisi finanziaria che sta attraversando tutto il Paese. Nonostante il diffuso malessere tra i consumatori, i commercianti ripongono ancora fiducia nei saldi invernali.

A questi problemi di ordine generale, se ne aggiungono altri che riguardano più da vicino la città di Pescara e sono: il traffico ormai divenuto insostenibile, la scarsità di parcheggi.

La proposta, poi, di chiudere altre strade al traffico non è condivisa se non si creano parcheggi. Traspare la necessità su questo specifico argomento di riflettere bene, prima di compromettere irreparabilmente il già disorientato flusso veicolare all’interno della città. Prima i parcheggi e poi la chiusura al traffico.

Problemi storici, che ancor oggi non trovano una soluzione adeguata, fanno allontanare i clienti verso i centri commerciali.

«Le vendite di Natale sono state negative», dicono dal negozio Fava Pelletterie. «Non c’è ottimismo, non si può puntare solo sui saldi, così il commercio non può resistere, non può andare avanti. I saldi sono troppo anticipati, solo chi ha dovuto fare acquisisti indispensabili si è presentato prima di Natale, gli altri aspettano».

«A Pescara», continua il commerciante di via Trento, «il Natale sembra esserci solo per il centro. Stiamo di fronte a due Pescara, quella di serie A, che è rappresentata dal centro con addobbi, luci ed eventi per le strade e quella di Seria B: come Porta Nuova, senza addobbi, luci e manifestazioni».

«Spero nei saldi», dice Sergio Mazzaferro che ha un negozio in piazza Garibaldi. «Dobbiamo per forza confidare nei saldi. Le vendite promozionali, in questo periodo pre natale, sono state ben viste. Le vendite di Natale hanno fatto registrare un andamento in linea con le vendite natalizie dell’anno scorso. Ovviamente niente di eclatante, sono anni che il commercio non è più lo stesso».

Anche Romeo Orsini che ha un negozio in via Valerio spera di rifarsi: «ho dovuto registrare un meno 10% rispetto all’anno scorso nel periodo di Natale. I motivi sono diversi qui siamo circondati da bancarelle, che portano alla chiusure di molte strade e rendono impossibile recarsi nei negozi, i centri commerciali sono troppi, oggi sono la vera attrazione per i clienti, che vi passano intere giornate. L’illuminazione di Natale nel mio quartiere è stata inesistente. Ora ci sono i saldi non possiamo distrarci perché serve liquidità per far fronte alle spese».

«Il Natale si è lavorato, ma solo regalini», ammette Vittorio Gerardi titolare di un negozio in piazza Salotto. «Adesso è il momento dei saldi e speriamo che iniziano ad uscire dal negozio le cose importanti, le giacche, i giacconi. Dobbiamo essere fiduciosi, anche se il nostro settore è in crisi: negli ultimi anni c’è stato una calo quasi del 40%».

«Non mi aspetto nulla dai saldi», dice invece Gianluca Guarini che lavora in corso Vittorio Emanuele. «Il momento non è assolutamente buono per il commercio. La crisi c’è, il cliente non ha più la disponibilità economica di una volta, tutti queste promozioni questi sconti che ci sono da mesi, tutti questi centri commerciali pieni di offerte che distraggono buona parte della clientela. I saldi servono solo per svuotare il magazzino, ovviamente non siamo come gli altri Paese dell’Europa, dove con i saldi per il commerciante c’è sempre il guadagno, qui da noi con i saldi si coprono appena le spese».

«Devo sperare nei saldi, sono sotto del 20%», commenta invece Nino Bettini,anche lui commerciante di corso Vittorio Emanuele, «le previsioni non sono buone ma devo sperare per forza nei saldi. Anche quei giorni di freddo con la neve ha portato i suoi segnali negativi, perché ovviamente la gente si è riversata nei centri commerciali. Chiudere al traffico il Corso per creare ancora un isola pedonale, è un'altra decisone da pazzi».

05/01/11 10.51