Crac Parmalat e Cirio. Codacons lancia anche in Abruzzo la campagna "riprendiamoci il maltolto"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sono circa 14.000 in Abruzzo (620mila in Italia) i risparmiatori trascinati nei crac finanziari Cirio, Parmalat e Argentina.

 Si tratta di cittadini che, su consiglio delle banche, hanno investito i risparmi di una vita (30mila euro la media degli investimenti a risparmiatore, per complessivi 420 milioni di euro solo nella regione) in titoli "spazzatura", carta straccia di cui le banche volevano liberarsi, consapevoli dell'elevato rischio che questi presentavano. In favore dei risparmiatori traditi il Codacons lancia oggi anche in Abruzzo la campagna "Riprendiamoci il maltolto".

Forte di una serie di sentenze favorevoli che riconoscono agli investitori rimborsi integrali delle somme investite per l'acquisto di titoli Cirio, Parmalat e Bond Argentina, l'associazione ha avviato una campagna tesa a portare in Tribunale le banche che hanno venduto titoli spazzatura, al fine di ottenere la condanna degli istituti di credito alla restituzione del maltolto.

 La piu' recente sentenza, ottenuta dinanzi al Tribunale di Bologna, afferma: "la banca non ha provato di avere informato il cliente in modo significativo e sostanziale, comunicando le ragioni della inadeguatezza, in modo tale da consentire allo stesso di rendersi conto e decidere consapevolmente: nulla riferisce l'ordine sottoscritto circa le «avvertenze' in concreto ricevuto, contrariamente a quanto richiede la disposizione regolamentare, e la banca non ha neppure chiesto di dare prova, con altri mezzi, di avere espletato fino in fondo al proprio obbligo informativo, spiegando perche' non era opportuno comprare titoli di quell'emittente».

«I tribunali di tutta Italia ci hanno dato ragione - spiega il Presidente Carlo Rienzi - la dinamica e' sempre la stessa: la banca ha nel proprio portafogli titoli prossimi al crac e decide di disfarsene collocandomi presso i piccoli risparmiatori, senza avvisare dell'elevato rischio dell'investimento. Ai cittadini, spesso anziani privi di qualsiasi nozione di politica bancaria, viene furbescamente fatto firmare un foglio dove essi si assumono piena responsabilita' dell'alto rischio dell'operazione».

 L'unico modo per riavere indietro i soldi e' interrompere la prescrizione e citare in giudizio gli istituti di credito.

Per questo l’associazione invita i risparmiatori traditi dell'Abruzzo ad aderire alla campagna compilando il modulo che si trova sul sito del’associazione.

03/01/2011 14.08