Confindustria L'Aquila, cambio al vertice. Lascia Galbiati arriva Spinosa Pingue

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L'AQUILA. Nella serata di ieri l’assemblea ordinaria di Confindustria L’Aquila ha eletto presidente dell’Associazione Fabio Spinosa Pingue.

Ha aperto i lavori il presidente uscente Sergio Galbiati: «sono stati i quattro anni più intensi della mia vita – ha detto – e anche dovrei tentare un bilancio, lascio al sirettore Antonio Cappelli il compito di tracciare un breve resoconto di ciò che è stato fatto e di ciò che è rimasto incompiuto o, addirittura, è fallito. L’intento, però, è lasciare ad ognuno la propria visione e il proprio giudizio, senza provare ad influenzarlo».

«Ho lavorato per costruire e rafforzare innanzitutto il capitale umano, cioè la qualità delle persone in quanto individui e il set di valori che rappresentano e si portano appresso in ciò che dicono e, di conseguenza, fanno», ha detto Galbiati. «Capitale sempre più indispensabile per poter navigare negli anni che ci aspettano: i soldi non sono mai abbastanza, soprattutto quando i valori che sottendono come usiamo quelli a disposizione non sono adeguati».

Ma l'ex presidente va via con un rammarico: «non essere riuscito a far sì che gli oltre 7 milioni di euro raccolti da Confindustria e dai Sindacati nazionali per il terremoto dell’Aquila fossero impegnati nel sistema della formazione a tutti i livelli, a partire da quella necessaria per creare una classe dirigente più preparata e competitiva. Come vedete i soldi, anche quando ci sono, non li sappiamo spendere, anche quando dipende solo da noi. Inoltre mi rammarico di non aver saputo, a suo tempo, insistere e far maturare l’idea del poli-tecnico, ossia di una capacità di interazione dei tre atenei regionali per autovalutare le proprie eccellenze (e non-eccellenze) e operare di conseguenza, accettando invece un contradditorio fuorviante sul termine anziché sulla sostanza. Ora, inevitabilmente, si dovrà fare i conti con questa necessità».

Il presidente Spinosa, annunciando che presenterà ufficialmente il programma del suo mandato a gennaio, ha tracciato le linee guida onde condividerle con la base associativa.

Gli argomenti sui quali si è soffermato attengono a: seconda economia della conoscenza (condivisione dell’imprenditorialità – rischio d’impresa e investimento - con tutti gli operatori, i lavoratori, le banche, gli enti... il Territorio), la mission e il ruolo di Confindustria (una Confindustria «contaminante e contaminata da altri mondi: Sociale, Ambiente, Scuole e Università, Sport, Arte e Cultura»), le eccellenze sulle quali puntare («multinazionali che portano ricerca, innovazioni, conoscenze; Poli di Innovazione, Università e Centri di Ricerca; Turismo con natura, tradizione, cultura, patrimonio artistico, enogastronomia di qualità»), il ruolo di Confindustria («acquistare azioni di una nuova società: il nostro Territorio S.p.A.; creare una nuova classe dirigente, dare spazio a progettualità, innovazioni, conoscenze»), una Confindustria più verde; legalità, etica, senso di responsabilità, rispetto delle regole; Terremoto più contesto internazionale più ristrettezze di finanza pubblica, uguale grande opportunità per recuperare 20 anni di ritardi.

 17/12/2010 12.43