L’Abruzzo nel rapporto Svimez 2010: «10 anni da dimenticare»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il 2009, l’anno della crisi, ha visto il Pil dell’Abruzzo scendere di - 5,9 punti sul 2008 (che pure è stato negativo: - 0,6).Media nazionale, -5.

 Scendono di più le regioni del Nord, e l’Abruzzo si muove con loro.
«L’Abruzzo, a causa del suo importante apparato industriale assomiglia nella crisi al Nord», commenta il segretario generale della Uil, Roberto Campo, «non solo per l’andamento del Pil ma anche per l’utilizzo della cassa integrazione».
Il guaio è che prima della crisi, nel periodo 2000 - 2008, l’Abruzzo è stato più simile al Sud per stagnazione e recessione.
Il risultato è una media annua di crescita del Pil 2000 - 2009 negativa (- 0,3), la seconda peggior prestazione dopo la Basilicata.
Stessa situazione per il dato cumulato 2000-2009: -2,4 per l’Abruzzo, seconda peggior regione dietro la Basilicata (- 3,4).
«Si conferma, dunque», continua Campo, «l’analisi che da tempo proponiamo che vede l’Abruzzo dal 2000 accumulare record negativi, in compagnia ora delle regioni del Sud, ora di quelle del Nord».
Da questo tremendo ciclo temporale, l’Abruzzo esce ancora in testa alle regioni del Sud per Pil pro capite, anche se le distanze dal Centro si sono ampliate: nel 2009, per esempio, il Pil per abitante a prezzi di mercato dell’Abruzzo è di 16.598/4 Euro con le Marche a 20.369/8. Nel 2000, le Marche erano a 20.920/5 e l’Abruzzo a 18.022/3.
Per la Uil, per interrompere questo ciclo negativo è necessario «il riordino della Sanità: i conti vanno fatti su scala regionale, resistendo ai localismi. Bisogna recuperare il grave errore dell’assenza di confronto sul Piano Operativo 2010 e margini per correggerne le iniquità e le carenze».
Sul piano dei trasporti «la manovra economica del governo mette in evidenza il vuoto totale di iniziative di riordino del trasporto pubblico locale in Abruzzo, che come anche per la sanità ora dovrà essere affrontato nell’emergenza».
Per quanto riguarda i Fondi strutturali, spiega Campo «non condividiamo l’affermazione del presidente Chiodi secondo cui per il ciclo 2007 - 2013 siamo la prima regione del mezzogiorno. E’ una forzatura, perchè l’Abruzzo è nell’Obbiettivo Competitività, all’ultimo posto, mentre il resto del Sud è nell’Obbiettivo Convergenza.Sarebbe come essere ultimi nel Campionato di Serie A e raccontarla dicendo che si sta vincendo il Campionato di Serie B. Gli incontri tra le Parti Sociali e la Giunta Regionale sull’utilizzo delle risorse sono partiti dalla consapevolezza dei ritardi e dalla volontà di migliorare: è bene non smarrire questi riferimenti».
I Fas e Master Plan «vanno sbloccati presto e contestualmente. E’ un errore parlare solo del Fas. Un altro errore da superare è il conflitto che si è creato tra spese per la ricostruzione e spese per lo sviluppo (Master Plan)».
Poi c'è la situazione più delicata: la rinascita post terremoto: «bisogna fare un pacchetto complessivo integrato con misure regionali che dia capacità attrattiva al territorio del cratere».
Per finire, il capitolo infrastrutture: «l’accordo Infrastrutture dell’Abruzzo deve diventare parte integrante del programma nazionale Infrastrutture strategiche».

21/07/10 11.08