La Green Economy a tavola, salle Oasi WWF arriva il "bio"

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. WWF e Legacoop lanciano “Terre dell’Oasi”: la natura si difende anche “a tavola”

Il progetto coinvolge le Oasi WWF e anche quelle “affiliate”, ovvero aree gestite da privati secondo i criteri indicati dall’associazione, dove si produce agricoltura biologica e biodinamica.

L’iniziativa prende origine dalla volontà di valorizzare al meglio le esperienze già attivate a livello locale, proiettandole su scala nazionale.

La missione del progetto “Terre dell’Oasi” è innanzitutto difendere l’agricoltura e la conservazione della biodiversità e del paesaggio, attraverso uno sviluppo sostenibile, ma di fronte alla crisi dell’agricoltura intensiva, l’agricoltura biologica collegata alla conservazione della natura può effettivamente rappresentare una risposta anche economica.

L’agricoltura biologica è in crescita: sebbene  la quota di consumi in Italia oscilli ancora intorno all’1,5% (poca cosa rispetto alla media europea del 20/30%), gli operatori del settore sono passati dai 41.613 nel 2000 ai 48.509 del 2009, mentre gli ettari coltivati  cereali, olivi, viti e pascoli “bio” sono oggi 1.106.684, oltre 500.000 ettari in più rispetto al 2000.  

Un territorio coltivato biologicamente è una garanzia per la difesa dell’ambiente con benefici immediati: falde acquifere pulite, risparmio d’acqua, nessun impiego di sostanze chimiche. Un barattolo di miele o un pacco di pasta di “Terre dell’Oasi” non hanno quindi solo un valore alimentare di qualità, ma anche profondi valori ambientali che ne rappresentano un importante valore aggiunto.

Il progetto è nato proprio in Abruzzo, partendo dall’esperienza più riuscita di sviluppo e conservazione in un’Oasi WWF, la Riserva Naturale di Penne in provincia di Pescara che costituisce un punto di riferimento all’interno del sistema delle Oasi WWF, ma anche di tutto il settore delle aree protette italiane. Nell’Oasi di Penne operano alcune Cooperative impegnate nella gestione della  Riserva,  a cominciare dal gruppo fondatore, la Cooperativa Cogecstre.

Attualmente sono tre le principali aree coinvolte nel progetto: la Riserva regionale del Lago di Penne in Abruzzo, l’Oasi WWF della Laguna di Orbetello in Toscana e la Riserva naturale regionale del Bosco WWF di Vanzago in Lombardia, ma il progetto mira ad espandersi su tutto il territorio nazionale sfruttando le potenzialità del sistema che oggi conta 100 aree. Grandi potenzialità vengono anche da altre Oasi WWF presenti in Abruzzo a partire dall'Oasi dei Calanchi di Atri dove 16 aziende agricole hanno già aderito a progetti portati avanti dall'Oasi.

Olio, pasta, farro, miele biologico sono i primi prodotti di questo progetto ai quali presto si aggiungeranno vino, pomodori, sale ed altro ancora.

Il progetto si caratterizza per la tutela ambientale, ma anche per una particolare attenzione al sociale: a “Terre dell’Oasi”, infatti, partecipa anche la Cooperativa Sociale Daphne di Anversa degli Abruzzi (AQ), che, in collaborazione con la Casa di Reclusione di Sulmona, ha avviato, grazie all’impegno del direttore Sergio Romice, un progetto che vede coinvolti i detenuti nel realizzare una parte dei contenitori e delle strutture espositive dei prodotti.

I prodotti di “Terre dell’Oasi” sono già disponibili nei punti vendita di alcune Oasi WWF. Ma  per potenziare il sostegno al progetto nelle prossime settimane prenderanno il via altri canali di distribuzione su internet, nei negozi bio delle grandi città, a cominciare da Roma, ed entro i primi mesi del nuovo anno anche in alcuni supermercati della grande distribuzione.

14/12/2010 9.38