Bankitalia: 5% dele famiglie non riesce a pagare il mutuo

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il 5% delle famiglie italiane non riesce a pagare il mutuo della casa e tra quelle con un basso reddito, la percentuale arriva al 10%.

 Lo rileva un paper di discussione della Banca d'Italia "L'incremento dell'uso di politiche di prezzo basate sul rischio per i mutui in Italia", che fa riferimento a dati Eurostat del 2007. La nostra media del 5% e' in linea con la Spagna, mentre e' inferiore in altri paesi come la Finlandia, la Francia, l'Irlanda e la Gran Bretagna in cui la media e' tra il 2 e il 3% e raggiunge il minimo in Olanda con l'1,1%.
   Tornando al nostro paese, dallo studio emerge che la percentuale dei proprietari di casa insolventi diminuisce tra quelli ad alto reddito, mentre aumenta tra i piu' poveri e, in Irlanda, Italia e Spagna, sale in questo caso al 10%. Le insolvenze sono inoltre piu' frequenti tra i disoccupati, tra i single e gli impiegati con contratto a termine. In Italia, inoltre, le famiglie che decidono di contrarre un mutuo per l'acquisto della casa sono il 13,1% del totale.

Nel 2010 si consolida il boom pignoramenti immobiliari (+31,8% sul 2009) causati dalla crisi. Su 3 milioni e 600 mila mutui sono 350mila le sofferenze. Lo segnala in una nota Adusbef Federconsumatori secondo cui i pignoramenti nel 2010 sono stati 28mila contro i 21mila del 2009 e i 20mila del 2008. Gli aumenti maggiori di pignoramenti si registrano a Milano (+1.592, che ammontano quindi a 4.885), seguita da Torino +930 con un totale di 2.627); Roma (+728, con un totale di 2.703); Monza (+424,con un totale di 1.539; Verona +425 per un totale di 1.996; Bergamo (+416, pari a 1.586); Lecce +365 per un totale di 1.586; Brescia (+290 con un totale di 1.408); Genova +336 con un ammontare di 1.053; Bari (+340 che assommano a 1.390); Firenze (+199, che ammontano a 987); Padova +168 per 1.067 pignoramenti.
   Per Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti di Adusbef e Federconsumatori occorre un urgente decreto «salva-famiglie, anche con sgravi fiscali di almeno 1.500 euro per i redditi sotto i 25.000 euro a favore di lavoratori a reddito fisso e dei pensionati, per attutire le gravi ricadute sull'economia reale che gia' sconta una grave recessione ed ovviamente una diversa politica economica basata su investimenti in settori innovativi e della ricerca, insomma tutto l'opposto di quanto si sta realizzando con le attuali leggi di stabilita'».

 09/12/2010 8.24