Distretti industriali Abruzzo: «ripresa lenta»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Il secondo trimestre del 2010 apre la strada a prospettive di recupero, almeno parziale, per l’export distrettuale di Abruzzo e Marche.

 

Segnali di lenta ripresa, dunque, se è vero che si era registrata una mancata ripartenza del trimestre precedente, quando entrambe le regioni continuavano a presentare un crollo a due cifre dei flussi a prezzi correnti.

E' quanto emerge dal monitor trimestrale dei distretti industriali di Abruzzo e Marche, realizzato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico, aggiornato al 30 giugno 2010.

Più cauta la ripresa dei distretti dell’Abruzzo (rispetto a quelli delle Marche), che riescono di fatto a chiudere in sostanziale pareggio rispetto al secondo trimestre 2009 (-0,9%), dopo le pesanti perdite subite per nove trimestri consecutivi (dal secondo trimestre del 2008).

Il miglioramento è stato più marcato invece per i distretti delle Marche, che pure fuoriescono da dieci trimestri consecutivi di contrazioni (iniziate addirittura nel quarto trimestre 2007, con la crisi di uno dei maggiori poli distrettuali dell’area).

Lo spaccato distrettuale dell’Abruzzo mette in evidenza, ancora, delle situazioni di criticità. Il recupero in termini di flussi di export nel secondo trimestre del 2010 sembra essere attribuibile perlopiù alle buone performance del distretto dell’abbigliamento nord abruzzese (+47,1%), che più di tutti aveva sofferto il crollo della domanda nel 2009.

Più o meno stabile invece (sulla percentuale del primo trimestre), il calo delle export del distretto del mobilio (-12,7%), che ancora stentano a ripartire.

Perdite contenute, ma tuttavia ancora visibili, per il distretto dell’abbigliamento sud abruzzese (-3,9%), che ha sperimentato forti contrazioni fino al primo trimestre 2010. Anche il distretto della pasta di Fara San Martino torna ad accusare un debole arretramento (-3,5%), peraltro già visibile nella seconda metà del 2009.

Il recupero emerso per alcuni distretti di Marche e Abruzzo nel secondo trimestre del 2010, lascia ad ogni modo le realtà analizzate ancora lontane dai valori all’export raggiunti ante fase recessiva.

Il forte ritardo dei poli distrettuali nel recupero dei livelli di esportazione è visibile innanzitutto a livello aggregato regionale. Il calcolo delle variazioni tendenziali gennaio-giugno 2010 sul corrispettivo 2008 evidenzia un -29,8% per le Marche e un -30,2% per l’Abruzzo.

Si sottolinea inoltre come tutti i distretti operanti nelle due aree presentino un gap negativo rispetto al livello del primo semestre 2008. Tre in particolare rientrano anche nel ranking nazionale dei primi dieci distretti in termini di incidenza della percentuale di stacco sui livelli 2008.

Si tratta, per le Marche, del distretto delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (che ancora sconta un -48,1% sui primi sei mesi del 2008) e di quello delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano (dove il gap negativo è del 39,8%). Tra i distretti d’Abruzzo rileva invece il forte ritardo dell’abbigliamento sud abruzzese (-36,3%).In Abruzzo l’evoluzione delle esportazioni nel secondo trimestre del 2010 ha subito ancora un deterioramento in nove delle prime venti destinazioni geografiche, a cominciare dagli Stati Uniti (-2,2%), che risultano la meta primaria delle merci dei distretti della regione. In ambito UE in sofferenza il Regno Unito (-19,4%), sulla scia della contrazione dei flussi all’export del distretto della pasta di Fara San Martino. Anche la Russia, che ben ha sostenuto parte delle vendite dei distretti marchigiani e nazionali in genere, continua ad accusare arretramenti (- 10,7%).

Si tratta tra l’altro di una delle mete commerciali che più ha sofferto in termini di export nella media del 2009 (-39,5%). Germania e Francia, la seconda e la terza meta nel ranking regionale, tornano invece a crescere (rispettivamente del 5,5% e dell’11,1%). In crescita moderata anche i flussi diretti in Cina (+6,1%), soltanto tredicesima però tra le destinazioni considerate.

25/11/2010 9.23