Coldiretti: «le imprese agricole aquilane vanno sostenute»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Scenario negativo per il comparto agricolo aquilano.

Le imprese agricole registrate, che al terzo trimestre di quest’anno ammontano a 4.672, segnano infatti una flessione di 326 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo quanto sostiene la Coldiretti L’Aquila sulla base degli ultimi dati diffusi da Infocamere. Si tratta tuttavia di una fetta consistente nel panorama imprenditoriale complessivo della provincia che conta quasi 18.000 imprese. Disaggregando i dati per tipologia di attività si evince che le imprese agricole si occupano prevalentemente di coltivazioni e di produzione di prodotti animali (4.472), mentre sono esigue le attività di silvicoltura e utilizzo di aree forestali (190) e di pesca e acquicoltura (10). Per quanto riguarda la congiuntura del settore, sulla base delle stime qualitative diffuse da Ismea, lo scenario della provincia aquilana appare pressoché in linea con quello nazionale rivelandosi complessivamente negativo. La produzione realizzata dall'inizio dell'anno fino al periodo considerato è stata giudicata in flessione rispetto a quella del periodo corrispondente 2009. Il trend del mercato, a seguito della flessione delle quantità commercializzate e a causa dell'evoluzione congiunturale negativa dei prezzi della maggioranza dei prodotti agricoli, risulta anch'esso negativo.  
Già penalizzati da una sfavorevole congiuntura economica, gli agricoltori e gli allevatori dell’aquilano – sostiene la Coldiretti L’Aquila - si trovano in una condizione di ulteriore difficoltà aggravata dalle conseguenze degli eventi sismici: non avendo sospeso l’attività non hanno potuto ricevere risarcimenti, né poter accedere ai fondi sul mancato reddito previsti dall’ODPC N. 3789 o beneficiare di un provvedimento specifico. In tal senso, fa notare la Coldiretti, a distanza di quasi due anni, non è ancora stato attivato il bando di sostegno che prevedeva l’attivazione della misura 1.2.6 “Danni per la calamità naturali”. 
«Alcune problematiche non devono essere sottaciute – prosegue la Coldiretti L’Aquila - come ad esempio il fatto che molte imprese, essendo stati aperti i bandi sul PSR in concomitanza con l’evento sismico, non hanno potuto richiedere gli interventi comunitari e poi, a causa della mancata proposta di nuovi bandi, sono rimaste a secco. Certo che alle poche cui sono stati approvati i contributi non è andata troppo meglio visto che ad oggi non hanno potuto ancora ricevere un euro, pur  indebitandosi per gli investimenti».

La mancanza di provvedimenti, infine, relativi alle indennità di esproprio e occupazione non fa che fomentare il già forte malcontento di numerosi proprietari come pure degli affittuari.
«Mi preme in proposito sottolineare il ruolo decisivo che nell’attuale contesto agricolo aquilano deve rivestire la Regione, per il permanere delle imprese agricole sul  territorio, rafforzandone l'orientamento al mercato e la competitività – afferma Raffaello Betti, direttore della Coldiretti L’Aquila – attraverso la promozione di un'agricoltura responsabile e sostenibile e riconoscendo all'agricoltore non solo il ruolo di produttore, ma anche di protettore del territorio e dell'ambiente e al servizio della collettività. È importante quindi sostenerne la crescita favorendo in questo modo anche la creazione di posti di lavoro, affinché un settore economico così importante possa essere rilanciato e rispondere in maniera adeguata alle esigenze del mercato nazionale ed estero». 

 

15/11/2010 9.20