Confindustria: «Chiodi lasci incarichi da commissario»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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I DATI. ABRUZZO. Chiodi si occupi della Vertenza Abruzzo e lasci i due incarichi di commissario (alla Sanità e alla Ricostruzione).

E' questo l'appello lanciato dal presidente di Confindustria Chieti ieri nel corso della presentazione sull'indagine semestrale sull'andamento dell'industria in Abruzzo, svoltasi a Chieti presso la sede di Assindustria.

«Abbiamo in Bertolaso un pensionato eccellente che potrebbe dedicarsi pienamente alla ricostruzione», ha aggiunto Primavera. «Abbiamo bisogno di una giunta e di un presidente full time per rilanciare l'economia. Un presidente e una giunta che si confrontino con le parti sociali per avviare un nuovo progetto di riforme strutturali della regione e un progetto di sviluppo economico che guardi alle eccellenze e le valorizzi per un progetto a medio e lungo termine».
«Il fatto che il presidente Chiodi assommi in sé le cariche di commissario per la ricostruzione e per il rientro dal debito sanitario deve essere piuttosto una garanzia di governo efficiente, lineare, trasparente e autorevole per l'Abruzzo inteso come un unico sistema territoriale, sociale ed economico», ha replicato il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione.

«Bisogna distinguere le cose», ha continuato Castiglione. «Da un lato si registra una difficoltà oggettiva derivante da una crisi che ha cause e natura non endogene e che affatica di più un tessuto economico caratterizzato per il 90 per cento da piccole e medie imprese, dall'altro non si può sottacere la operatività che questo Governo regionale sta mettendo in campo e che non è depotenziata affatto da un Presidente con doppio incarico ma, anzi, ne beneficia come unica regia che tiene conto di quanto sia essenziale, per la ripresa economica di tutta la regione, abbattere il debito sanitario e ricostruire rapidamente l'Aquila e il suo Pil. Vorrei ricordare - ha aggiunto Castiglione - la riforma dei consorzi fidi, il compimento di quella dei consorzi industriali dopo vent'anni di immobilismo, la ottimizzazione di fondi comunitario con quelli governativi per far nascere i poli di innovazione e le reti d'impresa e i prossimi bandi sulla ricerca, sui servizi e sullo start up delle imprese. Tutto questo accade mentre Chiodi svolge tutti i suoi incarichi con professionalità e godendo del rispetto delle istituzionali nazionali».

Ma intanto l'indagine semestrale sull'industria abruzzese, condotta dal centro Studi di Confindustria Abruzzo, conferma che, anche in una situazione economico-finanziaria in generale ancora negativa, si colgono alcuni isolati elementi di positività, specialmente con riferimento alle esportazioni.

In particolare si e' registrata una contrazione dello stock di imprese dedite ad attività prettamente manifatturiere (-327 imprese di cui 185 solo nella Provincia di L'Aquila).

A fronte di questo scenario a tinte fosche, però, le previsioni dei principali istituti di ricerca - nazionali ed internazionali - continuano ad indicare una seppur modesta ripresa dell'economia del nostro paese, anche se le previsioni formulate nel primo trimestre sono state più recentemente riviste al ribasso.

Per Confindustria è necessario un sostegno negli interventi di economia industriale a livello nazionale e regionale: «sono ineludibili interventi per la riduzione sia nel settore sanitario che in quello dei trasporti pubblici della spesa pubblica improduttiva; avvio dei cantieri relativi alle infrastrutture già programmate e progettazione di nuove; con riferimento ai territori colpiti dal sisma non e' piu' possibile rinviare iniziative che prevedano procedure amministrative speciali che accelerino la ricostruzione e l'infrastrutturazione dei territori colpiti, attivino senza ulteriori ritardi la Zona Franca ed accelerino la definizione di un piano di ricostruzione materiale, economica e sociale organico; verifica dei fondi disponibili per l'Abruzzo con conseguente sblocco ed effettiva spendita dei fondi destinati alla Regione ma in realtà spesso non disponibili o bloccati da procedure burocratiche o da situazioni politiche amministrative, spesso legate, quest'ultime, anche alle difficoltà di bilancio che gravano a livello nazionale».

09/11/10 11.39

FEBBO:«DATI OCCUPATI AGRICOLTURA ERRATI»

 «Gli occupati nel settore agricolo nel 2008 ammontavano ad oltre 18 mila e nel 2009 ad oltre 16 mila: i dati dunque forniti dal vicepresidente di Confindustria Abruzzo sono errati». Lo ha affermato l'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo.

«I dati che abbiamo noi - spiega ancora l'assessore Febbo - sono quelli aggiornati al 30 giugno scorso e forniti dai centri studi di Bankitalia, Istat e Confcommercio e dunque solo su quelli bisogna far conto. E con questi dati in mano il saldo di occupazione nel settore agricolo tra il 2008 e il 2009 si aggira su un dato negativo inferiore a 2000 unita', e non di 10 mila come invece si evince dai dati di Confindustria, mentre e' positivo di oltre 3000 unita' rispetto al 2010». L'assessore all'Agricoltura non manca pero' di stigmatizzare i dato forniti dal vicepresidente di Confindustria, Paolo Primavera. «Quando si trova a Chieti - attacca Febbo - non manca di censurare l'attivita' dell'amministrazione provinciale dando cosi' forma ad un imbarazzante conflitto di interessi e quando parla da vicepresidente fornisce dati errati che non hanno alcuna rispondenza statistica».

«Se poi i suoi dati sull'occupazione sono simili a quelli forniti qualche giorno fa in materia di estrazione di idrocarburi - ha concluso l'assessore Mauro Febbo - allora non ci troviamo di fronti a dati statistici veri e propri ma a numeri buoni solo per giocare al superenalotto».

 

09/11/2010 15.30