Usura. Il rischio in Abruzzo uguale a quello della Sicilia

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO.  Il rischio dell'usura aggredisce le regioni del Sud Italia, dove Campania, Calabria e Puglia rappresentano le aree in cui è maggiore la possibilità di commercianti e artigiani di finire nelle mani degli strozzini.

USURAABRUZZO.  Il rischio dell'usura aggredisce le regioni del Sud Italia, dove Campania, Calabria e Puglia rappresentano le aree in cui è maggiore la possibilità di commercianti e artigiani di finire nelle mani degli strozzini.

L’Abruzzo non se la passa bene e si presenta al 6° posto tra le Regioni a maggior rischio sfoggiando un indice di rischio (133) uguale a quello della Sicilia.

Lo afferma un'indagine della Cgia di Mestre che, confrontando otto indicatori regionalizzati (disoccupazione, fallimenti, protesti, tassi di interesse, denunce per estorsione e usura, numeri di sportelli bancari, rapporto sofferenze impieghi) ha stabilito un indice medio nazionale di usura, pari a 100.

Ebbene, se questo è il dato medio italiano, la Campania spicca come maglia nera della classifica, con un tasso di usura di 174 (+74%), seguita da Calabria, 144, Puglia, 143, e Basilicata, 137. Al riparo dai "cravattari", secondo la Cgia, sono invece le regioni del Nordest, come Trentino Alto Adige, con un indice di rischio usura pari a 50 (-50% sulla media nazionale), Friuli Venezia Giulia, 66, (-34%), Veneto, con 71 (-29%) ed Emilia Romagna, 73 (-27%).

«Dimensionare l'usura o le estorsioni solo attraverso il numero di denunce - commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - non è molto attendibile perché il fenomeno rimane in larga parte sommerso e risulta quindi leggibile con difficoltà e approssimazione. Per questo abbiamo messo a confronto otto sottoindicatori per cercare di dimensionare con maggiore fedeltà questa emergenza».

«Ma quello che forse pochi sanno, - conclude Bortolussi - sono le motivazioni per le quali molti cadono nelle mani degli strozzini. Oltre al perdurare della crisi per artigiani e commercianti, sono le scadenze fiscali a spingere molti operatori economici nella morsa degli usurai. Per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, sono i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni».

 01/09/2010 14.18