Adiconsum: «controllare la bolletta per evitare di pagare costi non giustificati»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

7215

BOLLETTE. Nel 2009 l’Antitrust ha sanzionato le imprese dell’energia elettrica e del gas per 1 milione e 130.000 euro per pratiche commerciali scorrette.

 

Adesso l’Autorità per l’energia sanziona ancora le imprese energetiche con 1,8 mln di euro per mancata trasparenza delle bollette e per non avere applicato le normative stabilite dall’Autorità.

Le società sono Edison Energia, Enel Energia, Eni, Sorgenia ed Hera Comm. Le istruttorie compiute hanno infatti accertato l'inosservanza delle disposizioni a garanzia della trasparenza e comprensibilità delle bollette.

Le infrazioni riguardano le bollette emesse sia nei confronti di clienti domestici, sia di clienti non domestici. In particolare, sono state irrogate sanzioni per un importo di 315.000 euro a Edison Energia; di 872.000 euro a Enel Energia; di 350.000 euro a Eni; di 240.000 euro a Sorgenia; di 80.000 euro a Hera Comm. Le violazioni riguardano soprattutto le norme dell'Autorità relative all'obbligo per gli esercenti di riportare in bolletta un Quadro sintetico, con le informazioni di immediata leggibilità da parte del cliente (ad esempio, i dati identificativi della bolletta, del contratto e del punto di prelievo, le caratteristiche della fornitura e la sintesi degli importi dovuti), e un Quadro di dettaglio dei corrispettivi, redatti in modo conforme agli schemi predisposti dal Regolatore. L'Autorità ha anche adottato provvedimenti prescrittivi ordinando a tutte le società coinvolte la cessazione dei comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori.

Adiconsum segnala semplici regole per evitare bollette con costi ingiustificati.

«Bisogna controllare sempre la bolletta», spiega Paolo Landi. «Spesso la domiciliazione in banca o alla posta ci porta a pagare senza controllare l’esattezza di quanto addebitato con il rischio di pagare bollette “gonfiate”».

Che cos’è e cosa fare in caso di bolletta “gonfiata”? «Sia nel settore del gas che in quello dell’energia elettrica è in uso il “consumo presunto”, non quello cioè che si è consumato effettivamente, ma il consumo registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Troppo spesso ci sono casi in cui le imprese trasformano i consumatori in banca, addebitando loro consumi molto più elevati rispetto a quelli effettivi. Indispensabile, quindi, controllare il consumo addebitato rispetto a quello effettivo misurato dal contatore. Se le differenze sono significative, non pagare e presentare reclamo. In caso di mancata risposta, risposta negativa o insoddisfacente, contattare un’associazione consumatore per avviare la procedura di conciliazione che permetterà il recupero delle somme pagate in più senza dover attendere il conguaglio».

Altro aspetto vessatorio è l’invio della bolletta quando i termini di pagamento sono scaduti. «Nella bolletta successiva viene comminata la sanzione per ritardato pagamento. Anche in questo caso», spiega Landi, «è opportuno segnalare alle Associazioni Consumatori e alla stessa Autorità per l’energia in modo da accertare se si tratta di casi isolati o di una pratica commerciale scorretta».

Che fare?

«Qualora il consumatore non riesca a risolvere il problema da solo, ricorrere ad un’Associazione Consumatori la quale può attivare la procedura di conciliazione e valutare se ricorrono i termini di una denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato o dell’energia elettrica e del gas».


18/10/2010 13.03