Codice del Turismo, Sib contro il decreto: «balneatori ignorati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nel ‘Codice del Turismo’ del Governo «viene completamente ignorata l’attività, il ruolo, la stessa esistenza delle imprese balneari».

 

La denuncia arriva dal presidente regionale del Sib Riccardo Padovano secondo il quale «dalla lettura del decreto legislativo si direbbe che gli stabilimenti balneari, dopo oltre un secolo di presenza sulle coste italiane, siano stati letteralmente cancellati dal novero delle imprese turistiche»

«Si tratta di un fatto inaudito», insiste Padovano. «Il comma 1 dell’art. 7 della legge 135/2001 che, finalmente, riconosceva le imprese balneari tra quelle turistiche, è stato eliminato. Il settore, con le sue 28.000 imprese e gli oltre 400.000 addetti, oggi ancora più di ieri ha bisogno di avere una norma chiara che – come peraltro hanno già fatto molte Regioni – ne definisca le caratteristiche e le funzioni anche alla luce dei delicati compiti di interesse pubblico che ad esse vengono demandati».  

All’Assemblea nazionale delle imprese balneari italiane fissata per il 16 ottobre a Rimini in occasione della fiera SUN, il presidente Nazionale Riccardo Borgo annuncia che «non mancheremo di evidenziare la necessità che, per quanto ci riguarda, questo schema di decreto recante il ‘Codice del Turismo’ debba essere radicalmente rivisto. Sicuramente faremo sentire la ‘nostra voce’ anche alla Conferenza Nazionale sul Turismo che si svolgerà negli stessi giorni a Como. Fin d’ora chiediamo al ministro Brambilla di convocare la categoria per un confronto sul merito e sui contenuti del decreto legislativo appena approvato dal Governo e, con l’occasione, ci farebbe piacere conoscere quali iniziative il Ministro intende assumere a tutela delle migliaia di imprese che caratterizzano in positivo il turismo balneare italiano e che oggi rischiano di essere travolte e snaturate».

14/10/2010 10.41