Imprese Abruzzo, nel primo trimestre 2011 hanno chiuso 3.949 attività

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le attività che hanno chiuso in Abruzzo nei primi 3 mesi dell’anno appena concluso hanno superato il numero di attività commerciali che hanno aperto i battenti nello stesso periodo: 3.949 contro le 3.771 nuove nate.

ABRUZZO. Le attività che hanno chiuso in Abruzzo nei primi 3 mesi dell’anno appena concluso hanno superato il numero di attività commerciali che hanno aperto i battenti nello stesso periodo: 3.949 contro le 3.771 nuove nate.

Teramo è l’unica con un saldo positivo: per 1.016 nuove attività create 908 hanno chiuso (tasso di crescita 0,3%). Per le altre province, invece, le cessazioni hanno sempre superato le nuove iscrizioni. A Pescara nei primi 3 mesi del 2011 si contano 906 nuove attività ma 929 cessazioni. Non va meglio a L’Aquila dove ne sono nate 692 ma ne sono morte 725. La maglia nera è però di Chieti: 1.157 nuove imprese create e 1.387 morte.

Se ci si focalizza poi solo sulle imprese artigiane si scopre che i numeri riescono ad essere ancora peggiori e anche Teramo non sorride più: per 285 nuove nate ne sono state chiuse 333. A Pescara se ne sono iscritte 180 ma ne sono morte 247. A L’Aquila a fronte di 132 nuove iscrizioni si sono registrate 215 cessazioni. Chiude la classifica Chieti con 248 nuove imprese artigiane nate e 385 decedute.

E’ questo il quadro di sintesi che emerge dai dati sulla nati-mortalità delle imprese italiane nel primo trimestre dell’anno fotografati attraverso Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta per Unioncamere da InfoCamere, la società di informatica delle Camere di Commercio italiane.

Al livello nazionale tra gennaio e marzo, si registra un bilancio anagrafico di poco inferiore al pareggio (-0,16%). Da un lato la progressiva ripresa delle iscrizioni (125.271 le nuove imprese tra gennaio e marzo, 2.177 in più del 2010), dall’altro il prolungato rallentamento delle cancellazioni (134.909 nei tre mesi, 4.366 in meno rispetto all’anno scorso), hanno fatto fermare il bilancio del trimestre a -9.638 unità (contro le oltre 16mila in meno del 2010). Guardando alla recente storia, il dato - come sempre negativamente influenzato dalle cancellazioni che si concentrano a fine di dicembre – «è il migliore dell’ultimo quinquennio», commentano da Unioncamere. Complessivamente il totale delle imprese presenti nei registri camerali alla fine di marzo risulta pari a 6.092.114 unità, di cui 1.458.196 artigiane.

Il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale italiano continua ad essere quello delle società di capitali, aumentate di 11mila unità (pari ad un tasso di crescita dello 0,82%), la cui vitalità riesce solo in parte a controbilanciare il saldo negativo delle ditte individuali, diminuite nel periodo di 19.240 unità (pari allo 0,57% in meno), risultato comunque migliore di quello del 2010 quando il saldo si attestò a -26.287 unità.

«Il cammino del Paese per ritornare a crescere – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - passa per le imprese, e i dati di questi primi mesi dell’anno dicono che le forze imprenditoriali vogliono fare la loro parte. Non si spiega diversamente questa lenta, ma continua, ripresa delle nascite di nuove imprese e la contemporanea voglia di non mollare di quelle che ci sono già. C’è una forte e diffusa domanda di politiche di sviluppo che cogliamo in queste dinamiche. Una domanda che non va delusa se non vogliamo restare nel guado tra la sponda della crisi stagnante e la sponda delle economie che, invece, sono già nel futuro. I rischi sono grandissimi e tangibili e li evidenziano i dati del Mezzogiorno, che non progredisce rispetto a un anno fa, e delle piccole imprese artigiane che continuano a pagare un dazio pesante a questa crisi. Il rilancio dello sviluppo – ha concluso Dardanello - passa tra due paletti: la semplificazione della macchina pubblica, che deve procedere a grandi passi per ridurre il peso della burocrazia sull’impresa, e la promozione delle reti d’impresa, il modello oggi vincente per competere con i nostri competitor».

05/01/2012 08:39