Stangata stranieri, aumenta costo permesso di soggiorno. Cgil non ci sta

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Il Governo deve fare dietro front sull’aumento del costo del permesso di soggiorno a carico dei lavoratori stranieri».

Parola del Patronato Inca Cgil Provinciale di Pescara che definisce la tassa «una vessazione» ed invita i parlamentari abruzzesi ad intervenire. Secondo il decreto dell’ottobre 2011 a firma Tremonti-Maroni, gli immigrati regolarmente presenti in Italia dovranno versare dalle 80 alle 200 euro (in base al periodo di permanenza) per il rilascio ed il rinnovo dei permessi di soggiorno.

«Un esborso ingiusto», dice Nicola Primavera, presidente del Patronato, «che appesantisce le tasche dei lavoratori stranieri e le loro famiglie che già contribuiscono con il loro lavoro, le imposte e i contributi al fabbisogno economico del paese. Altrettanto incredibile è l'intenzione di alimentare con queste risorse la macchina amministrativa: questa non è mai stata messa, intenzionalmente, nelle condizioni di essere efficiente per il rispetto dei tempi previsti dalle normative per il rilascio e rinnovo dei documenti utili al soggiorno e al lavoro in Italia».

A tutto questo, secondo Primavera, si aggiunge poi il finanziamento del fondo rimpatri, un fondo europeo che sostiene gli Stati membri nel problema rimpatri (rimpatri forzati e rimpatri volontari assistiti).

La parola spetterà ora al Ministri degli Interni, Annamaria Cancellieri, ed al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi chiamati a decidere se riconfermare la linea assunta dal precedente esecutivo o modularla tenendo conto al reddito del lavoratore straniero e della composizione familiare.

Il decreto dell’ottobre 2011 parla chiaro. I permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno costano allo straniero 80,00 euro, mentre la cifra lievita a 100,00 euro per i permessi di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni, fino a toccare i 200,00 euro per il permesso di soggiorno di lungo periodo. La norma fa salvi i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale di età inferiore ai 18 anni, quelli che entrano nel territorio nazionale per ricevere cure mediche, (regola valida anche per gli accompagnatori) ed i cittadini stranieri richiedenti il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo e per motivi umanitari.

04/01/2012 17:41