Giovedì partono i saldi, ultima opportunità per i commercianti. «A Natale -50% di vendite»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si parte giovedì 5 gennaio e si andrà avanti fino al 4 marzo.

Ad eccezione dei lucani e dei siciliani che hanno iniziato già ad acquistare in saldo dal 2 gennaio, in tutte le grandi città e in quattordici Regioni su venti, tra cui anche l’Abruzzo, l’appuntamento con i saldi invernali è fissato per giovedì 5 gennaio. I molisani e gli altoatesini dovranno, invece, attendere fino al 7 gennaio, mentre i valdostani, coma da tradizione, fino al 10 gennaio.

Dal 5 gennaio fino al 4 marzo anche a Pescara si potranno effettuare acquisti a prezzi scontati. La Confcommercio di Pescara ha effettuato un sondaggio fra alcuni operatori commerciali della città per conoscere come sono andate le vendite natalizie, quali sono i pronostici per i saldi imminenti e quali sono i problemi più sentiti che vorrebbero vedere risolti.

Dalle interviste emerge innanzitutto l’andamento negativo delle vendite natalizie che potrebbe continuare anche durante i saldi. Tutti i commercianti hanno espresso la loro preoccupazione riguardo la crisi finanziaria che sta attraversando tutto il Paese. Sono tutti concordi nell’affermare che la liberalizzazione del commercio porterà benefici solo alla grande distribuzione. I piccoli negozi non riusciranno a stare aperti per più ore durante la giornata di come fanno adesso. A questi problemi di ordine generale, se ne aggiungono altri che riguardano più da vicino la città di Pescara e sono: il traffico ormai divenuto insostenibile, la scarsità di parcheggi. Problemi storici, che ancor oggi non trovano una soluzione adeguata, fanno allontanare i clienti verso i centri commerciali.

Nonostante il diffuso malessere tra i consumatori, i commercianti ripongono ancora fiducia nei saldi invernali.

«Abbiamo registrato una diminuzione del 50% nelle vendite natalizie», ammettono da Fava Pelletterie in via D’Annunzio a Pescara. «Adesso arrivano i saldi ma l’entusiasmo è poco per queste vendite a saldo. Noi commercianti non possiamo puntare solo sulle vendite a saldo, dobbiamo avere la possibilità di vendere a prezzo pieno. Natale è il periodo più importante per noi commercianti e come accade da diversi anni la città di Pescara non si è fatta trovare pronta a questo evento. Arrivare a Natale con tutti i cantieri ancora aperti in città non è stato un bello spettacolo. L’amministrazione comunale anche quest’anno ha fallito».

«Puntiamo sui saldi, dobbiamo per forza confidare nei saldi, però sono anni che lo ripetiamo il commercio non è più lo stesso. A Natale siamo riusciti a mantenere lo stesso andamento dell’anno scorso solo grazie alle promozioni. Oggi riesci a vendere solo offrendo sconti e promozioni», conferma Sergio Mazzaferro della Casa del Corredo. «Non saranno i saldi la soluzione del commercio. Il nuovo anno si presenta molto duro, l’aumento dell’acqua, dell’energia, della benzina, l’aumento di tasse, non fa che diminuire la disponibilità economica delle persone». La liberalizzazione nel settore del commercio porterà pochi benefici al settore secondo Mazzaferro anche perché in Abruzzo i negozi possono stare già aperti tutte le domeniche.

«Le mie vendite natalizie sono state buone», commenta invece Maurizio Mataloni di Voyage Pelletteria. «Posso ritenermi soddisfatto perché per la prima volta ho fatto un grande vendita promozionale nel mese di dicembre. Ottobre e novembre sono sempre stati mesi tristi per il commercio, molte volte alle sei di sera non si vedeva nessuno per le vie della città e nessuno nei negozi, era una situazione desolante. Anche i miei colleghi hanno effettuato vendite promozionali prima dei saldi, perché altrimenti non avrebbero incassato nulla. La crisi c’è in tutti i settori, ma il “fattore psicologico” incide anche molto sugli acquisti».

«Le vendite di Natale sono state scarse, le previsioni per queste vendite a saldo sono negative» per Elisabetta Tenerelli di Tenerelli Alta moda, «la situazione del commercio non è delle migliori, sono anni che lottiamo che andiamo avanti ma credo che ormai siamo alla fine. Non assisterò a nessun boom delle vendite a saldo come accadeva negli anni passati. La disponibilità economica da parte delle persone è diminuita, ma c’è anche chi avendo la possibilità di spendere, non spende per paura della crisi, del futuro incerto, perché sa che aumenteranno le tasse».

«Natale è stato veramente disastroso. Dobbiamo sperare nei saldi», chiude Gauro Zulli di Zulli sport. «Ormai nel nostro settore si vende solo quando si fanno le promozioni, si applicano gli sconti. Ovviamente questo non va bene, le spese ci sono e non si può vendere solo a saldo; dov’è il guadagno per noi commercianti?»

04/01/2012 08:50