Manovra Monti, Coldiretti: «iniquità per il settore agricolo. L’Aquila strozzata»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L’AQUILA. Tempi sempre più duri per il comparto agricolo locale già fiaccato dalla crisi.

La manovra appena varata dal Governo Monti avrà infatti un impatto devastante su terreni e fabbricati rurali. Lo fa sapere la Coldiretti L’Aquila evidenziando che, con l’introduzione della nuova Imposta municipale (Imu), un terreno agricolo con rendita catastale di mille euro comporterà un incremento d’imposta di 131 euro, ovvero se fino a ieri la tassa era pari a 1.009 euro salirà a 1.140 euro.

Il comma 5 del decreto prevede infatti per i terreni agricoli l’incremento da 75 a 120 del coefficiente moltiplicatore per la determinazione della base imponibile. Nel calcolo del carico impositivo non si è inoltre tenuto conto delle addizionali comunali e regionali che aumentano la base di comparazione, né delle franchigie e riduzioni d’imposta a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che invece la limitano. Ma non solo: i fabbricati strumentali agricoli avranno uno specifico obbligo di assoggettamento all’imposta che comprende quei fabbricati strumentali allo svolgimento dell’attività stessa precedentemente esclusi dall’Ici.

Ad esempio, per una stalla di 480 metri quadrati, con rendita pari a 3.800 euro, si dovranno corrispondere 479 euro, mentre per l’abitazione principale di tipo rurale con una rendita catastale di 680 euro, la tassa sarà di 456,96 euro per un esborso di 256,96 euro (sottraendo i 200 euro di riduzione per le abitazioni principali). «Riteniamo ingiuste le misure della manovra che, se da un lato sono finalizzate a risollevare le sorti del Paese, dall’altro vanno concretamente a indebolire un settore già fortemente provato e che andrebbe invece sostenuto – sostiene Raffaello Betti, direttore della Coldiretti provinciale – proprio perché riveste un ruolo strategico nella ripresa dell’economia nazionale. L'emendamento è iniquo proprio perché prevede una differenziazione sostanziale del trattamento fiscale di chi il terreno lo usa per vivere e lavorare. La manovra avrà un impatto pesante su terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai capannoni, andando a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione che invece avrebbero dovuto avere un trattamento fiscale diverso da quello riservato a fondi speculativi o per fini hobbistici». Un’ulteriore penalizzazione viene infine dall’esclusione delle imprese agricole dalle misure di sostegno alle piccole e medie imprese, mentre verranno rideterminate le aliquote contributive di coltivatori diretti, mezzadri e coloni, con ulteriori oneri.

19/12/2011 10:01