Università L’Aquila, i laureati trovano presto un lavoro (anche in tempo di crisi)

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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L’AQUILA. Dall’indagine di Almalaurea, emerge una situazione lavorativa più favorevole per i laureati dell’Università dell’Aquila.

Ad un anno dalla laurea lavora a tempo indeterminato il 50% dei laureati di primo livello (39% a livello nazionale) e il 47% dei laureati specialistici (35% a livello nazionale).

Almalaurea è un Consorzio di Atenei Italiani che, con il sostegno del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ha la finalità di mettere in relazione aziende e laureati e di essere punto di riferimento per tutti coloro che affrontano le tematiche degli studi universitari, dell'occupazione e della condizione giovanile. Il XII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati italiani ha coinvolto a livello nazionale 400.000 laureati di 64 università italiane, tra cui l’Università dell'Aquila.

«Dall’ultimo rapporto – spiega il rettore dell’Università dell’Aquila prof. Ferdinando di Orio - emerge una situazione lavorativa dei laureati nell’Ateneo aquilano sostanzialmente più favorevole rispetto a quella nazionale. In particolare mi piace sottolineare il dato relativo al lavoro stabile che è superiore per il nostro Ateneo rispetto alla media nazionale sia per i laureati di primo livello sia per i laureati specialistici». 
 
Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) coinvolge, a un anno dalla laurea, 50 laureati su cento di primo livello dell’Aquila, più della media nazionale (39%). Il tasso di occupazione complessivo dei neolaureati triennali dell’Aquila è pari al 50% (la media nazionale è del 46%), di cui il 38% è dedito esclusivamente al lavoro, il 12% coniuga la laurea specialistica con il lavoro, il 50% continua gli studi con la laurea specialistica. Il guadagno (sintesi tra chi lavora esclusivamente, la maggioranza, e chi studia e lavora) si attesta su valori superiori alla media nazionale: a un anno dalla laurea i laureati di primo livello dell’Aquila guadagnano 1.177 € mensili netti contro 982 € del complesso.

Per quanto riguarda i laureati specialistici, a dodici mesi dalla conclusione degli studi, risulta occupato il 58% (la media nazionale è del 56%). Ad un anno dalla laurea, il lavoro è stabile per 47 laureati su cento dell’Aquila (la media nazionale è del 35%). Il guadagno è superiore alla media nazionale: 1.127 € mensili netti, contro i 1.078 del complesso dei laureati specialistici. Con il trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo le performance occupazionali migliorano. A tre anni dal titolo, l’80% è occupato (il valore nazionale è del 75%). La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (quasi 20 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 66% degli occupati.

E’ interessante, inoltre, la stabilità e il reddito dei laureati triennali delle Professioni sanitarie: a un anno lavora l’84%; il 58% ha un lavoro stabile e il guadagno è elevato: 1.377 € mensili netti. Anche i neolaureati triennali in Scienze della Formazione hanno risultati brillanti: gli occupati sono il 56%; il 63,5% è stabile; la busta paga è di 1.165 €.

 
«La situazione più favorevole per i laureati nel nostro Ateneo – commenta il rettore di Orio – è spiegata dalla qualità dell’offerta formativa e dall’attività di Job Placement sviluppata negli ultimi anni. Si conferma, tuttavia, un quadro occupazionale nazionale in difficoltà, seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato. Sono penalizzate soprattutto le donne e il Mezzogiorno. In tal senso è necessario investire maggiormente sulla formazione e sulla ricerca nonché su adeguate politiche industriali e di sviluppo». 

Infine vanno segnalate le dichiarazioni del Direttore di Almalaurea prof. Andrea Cammelli che, nel rilevare come la completezza della documentazione fornita dall’Università dell’Aquila al consorzio AlmaLaurea riguardante i laureandi (compilazione del questionario) e i laureati (elevata partecipazione all’indagine occupazionale), sia stata premiata dal Ministero con l’ottenimento della quota massima prevista del finanziamento FFO, ha commentato: «E’ questo un motivo in più per ringraziare il personale tecnico-amministrativo per la preziosa collaborazione».

17/12/2011 11:58