Aiop, 13 mld di sprechi negli ospedali pubblici

Alessandro Biancardi

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ROMA. Beneficiano dell'85,1% dei 60 miliardi che lo Stato destina alla spesa ospedaliera (circa 51 miliardi di euro) ma ne sprecano oltre il 29% (pari a circa 13 miliardi di euro l'anno).

Sono gli ospedali pubblici italiani secondo l'analisi realizzata dall'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) nel rapporto "Ospedali & Salute 2011". Agli ospedali privati convenzionati e alle case di cura private accreditate, che rappresentano il 45% del totale degli istituti di cura italiani e che ospitano il 21% dei 220mila posti letto per degenza ordinaria di cui dispone il Servizio sanitario nazionale, rimangono poco meno di 9 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio dell'analisi delle regioni, emerge che nelle 15 regioni a statuto ordinario l'eccedenza di spesa rispetto al fabbisogno ammonta al 27,9% mentre si attesta al 36,1% nelle regioni a statuto speciale. Veneto e Lombardia si confermano regioni più virtuose anche se la seconda, con una percentuale del 19,3%, perde il primato cedendolo alla prima, che "limita" gli sprechi della spesa al 17,2%. Maglia nera ancora una volta alla Calabria che con il 46,4% degli sprechi peggiora addirittura la sua performance rispetto allo scorso anno. Un lieve miglioramento si registra, infine, nel centro Italia dove l'inefficienza è migliorata di un punto percentuale, passando dal 33,4% al 32,8%. In particolare, migliorano leggermente due delle regioni sotto commissariamento: il Lazio che scende al 41,3% dal 43% del 2010 e la Campania, passata dal 42,4% dello scorso anno al 41,7% di quest'anno. Il Lazio resta tuttavia la regione con i maggiori sprechi in termini assoluti, pari a una cifra di 1900 milioni di euro. Costo dei posti letto, invecchiamento della popolazione, mobilità dei pazienti, tasso di ospedalizzazione e case mix (indice che misura la complessità delle prestazioni) sono i fattori che, sottolineano i redattori del rapporto Aiop, incidono sulle perfomance delle regioni e sui costi.

Così, se il Veneto si distingue per costo dei posti letto tra i più contenuti, elevata complessità delle prestazioni, alto indice di attrazione di pazienti provenienti da altre regioni e tasso di ospedalizzazione contenuto; il Lazio emerge per l'elevato tasso di inefficienza dovuto al più alto costo in assoluto per posto letto, eccessivo tasso di ospedalizzazione e complessità delle prestazioni media; la Calabria, infine, registra un costo per posto letto medio-basso, un indicatore di invecchiamento basso così come l'indice di complessità delle prestazioni.

1 SU 3 UTILIZZA SERVIZI OSPEDALIERI; 82% PUBBLICO

Un terzo degli italiani negli ultimi dodici mesi ha utilizzato i servizi ospedalieri, più di quanti lo abbiano fatto nel 2010 (29,5% contro 23,8%), anno rispetto al quale è aumentato anche il numero di coloro che ha preferito un ospedale pubblico a una struttura privata (82,3% contro 79,3%). Dall'indagine emerge che il 19,8% di chi ha scelto gli ospedali pubblici ha preso in considerazione diverse strutture e opzioni prima di scegliere. Tra gli utenti delle cliniche private, invece, la percentuale di chi sceglie in modo più ponderato sale al 53,8% ed è cresciuta negli ultimi tre anni. La presenza di uno specialista (36,6%), la rapidità delle prestazioni (28,7%) e l'esperienza passata (19,2%) sono le ragioni che spingono i pazienti a scegliere il privato accreditato.

Comodità e vicinanza a casa (36,7%), una valutazione migliore rispetto al privato (23,9%), l'abitudine (23,8%) sono invece gli elementi che fanno preferire gli ospedali pubblici. Nel caso delle cliniche private conta invece la rapidità delle prestazioni (34,5%), la vicinanza a casa (20,4%) e il suggerimento di familiari e amici (20,2%). La percentuale di soddisfazione più elevata si registra per le cliniche private (96,6%), seguite dal privato accreditato (95,3%) e dagli ospedali pubblici (87,8%). Se la cortesia del personale (53,3%), la competenza degli operatori (49,3%) e la pulizia degli ambienti (47,6%) sono i fattori che più incidono nel giudizio dei pazienti sul privato accreditato, la professionalità del personale (32,3%) è ciò che prevale nel caso delle strutture pubbliche. Anche nel caso della fidelizzazione, sono le cliniche private ad aggiudicarsi il primato con il 98,6%, seguite dal privato accreditato (97,1%) e dagli ospedali pubblici (91,4%).

02/12/2011 07:12