Frodi creditizie, nella provincia de L’Aquila +40,41%

Alessandro Biancardi

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BOLOGNA.  Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identita' e il conseguente utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui, in Italia si conferma avere dimensioni preoccupanti.

BOLOGNA.  Il fenomeno delle frodi creditizie, che si realizza mediante furto di identita' e il conseguente utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui, in Italia si conferma avere dimensioni preoccupanti.

Ci sono significative implicazioni sia dal punto di vista economico sia da quello sociale. Relativamente alla provincia di L'Aquila, le rilevazioni presentate nell'Osservatorio CRIF sulle frodi creditizie mettono in evidenza una crescita di questo fenomeno criminale pari al +40,41% nel I semestre 2011 rispetto al corrispondente periodo 2010. L'incremento medio a livello di regione, nel suo complesso, e' invece stato del 3,31%. E' particolarmente significativo il fatto che anche in provincia si stia delineando una dinamica in costante crescita per questa moderna tipologia di crimine, a conferma di un fenomeno dalle dimensioni assolutamente preoccupanti non solo nelle grandi citta'.

A livello nazionale, l'importo totale delle frodi creditizie perpetrate nel I semestre 2011 a danno di ignari cittadini ha raggiunto la ragguardevole cifra di 98 milioni di Euro (+7% rispetto al 2010)e risulta che 1 caso su 4 ha prodotto un bottino superiore a 10.000 Euro. Entrando nel dettaglio delle singole forme tecniche, i prestiti finalizzati continuano a fare la parte del leone e ad essere presi particolarmente di mira dai frodatori, con un'incidenza del 77,9% sul totale dei casi (+9,3% rispetto al 2010). Rispetto ai dati del primo semestre 2010, si e' registrato anche un notevole aumento dei casi registrati sulle carte di credito a saldo (+91,6% rispetto al 2010) e sui fidi (+155%) mentre sono risultati in calo quelli perpetrati sulla carte rateali e i leasing. Da segnalare, infine, i casi tutt'altro che sporadici di frodi perpetrate anche sui mutui. I prodotti piu' frequentemente oggetto di una frode risultano essere auto e moto (con una quota pari al 62,7% del totale e un incremento del +17% rispetto al 2010), arredamento (13,5%) e prodotti hi-tech (elettronica, informatica, telefonia, ecc.). Prosegue il trend di crescita relativo all'accesso fraudolento al credito per ottenere servizi alla persona, con un vero e proprio boom di casi rilevati su trattamenti estetici, cure mediche e iscrizioni a palestre, che ora superano il 3% dei casi e fanno segnare un +240% rispetto al pari periodo 2010.

Nel settore della mobilita', rileva CRIF, si registrano casi davvero 'fantasiosi'. A titolo di esempio, si segnala il caso di una donna che dopo aver aiutato un'amica in difficolta' finanziarie ha scoperto che quest'ultima aveva acquistato un'auto a suo nome dopo essersi appropriata della sua identita'. Per quanto riguarda i tempi di scoperta della frode (tempi di detection), CRIF ha rilevato come stiano diventando sempre piu' lunghi: dai dati raccolti relativamente al primo semestre 2011, sono infatti in preoccupante crescita i casi in cui la truffa viene intercettata addirittura dopo tre anni (30% del totale). E' emerso, inoltre, che la frode viene scoperta entro i primi sei mesi solo in un caso su quattro, mentre nel 28,1% dei casi la scoperta avviene con un ritardo che varia da sei mesi a due anni. Questo aspetto risulta particolarmente rilevante dal momento che, tanto piu' si allungano i tempi di scoperta quanto plausibilmente maggiori saranno le difficolta' per la vittima nel ripristinare la propria posizione e piu' scarse le possibilita' di individuare l'autore del crimine. Per quanto riguarda il sesso delle vittime, l'analisi di CRIF sulla distribuzione delle frodi evidenzia come, nei primi sei mesi del 2011, quasi i due terzi siano uomini (per la precisione il 65,3% del totale). Da un punto di vista socio-demografico, risulta anche che il maggior numero di vittime si concentra nella classe di eta' compresa tra 31 e 40 anni (25,5% del totale), ma il maggior incremento percentuale si registra tra le vittime over 60 (+19,2%). Inoltre, i soggetti maggiormente a rischio di frode creditizia mediante furto di identita' sono i lavoratori dipendenti, con una quota pari al 37% del totale, seguiti a ruota dai liberi professionisti, con il 32,3%.Particolarmente significativo e' l'incremento del 19% dei casi che coinvolgono soggetti cosiddetti "inattivi", ovvero pensionati, casalinghe, disoccupati, studenti, ecc. che trova coerenza con l'incremento dell'eta' delle vittime (> 60 anni).

30/11/2011 11:16