Made in Italy: arriva stop a pubblicità sleale su origine cibi

Alessandro Biancardi

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ROMA. Con l'approvazione del ddl sulla competitivita' agroalimentare da parte dell'aula della Camera arriva per la prima volta anche lo stop alle pratiche commerciali sleali nella presentazione degli alimenti per quanto riguarda la reale origine geografica degli ingredienti utilizzati.

 

E' quanto ha affermato con soddisfazione la Coldiretti nel sottolineare la novita', introdotta con un emendamento al provvedimento, che risponde al diritto del cittadino ad una effettiva conoscenza degli elementi essenziali dei prodotti, in osservanza del codice di consumo.

Il testo prevede che - ha sottolineato la Coldiretti - l'origine degli alimenti dovra' essere prevista obbligatoriamente in etichetta e non potra' essere omessa anche nella comunicazione commerciale, per non indurre in errore il consumatore. Niente piu' pubblicita' al succo di arancia con le immagini della Sicilia se viene utilizzato quello proveniente dal Brasile, come purtroppo spesso avviene. O ancora, niente pubblicita' alla mozzarelle con le immagini del Golfo di Napoli se provengono dalla Germania come e' successo per quella diventata blu. Una ulteriore novita' è' rappresentata - ha continuato la Coldiretti - dall'obbligo di menzionare la provenienza geografica di tutti gli ingredienti di cui viene indicato in etichetta il nome o l'immagine, dalle merendine alla fragola ai biscotti alle mandorle fino alle patatine all'olio di oliva. Non va peraltro sottovalutata - aggiunge la Coldiretti - la norma che obbliga a costruire la tracciabilita' in etichetta dell'eventuale impiego di ogm in qualunque fase della catena alimentare, a partire dai mangimi.

Secondo l'indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalita' dei cittadini (97 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti e di conseguenza colmare questo ritardo e' un risultato importante nell'interesse degli imprenditori agricoli e dei consumatori.

Per l'Italia - ha continuato la Coldiretti - significa anche valorizzare il vero Made in Italy in una situazione in cui sugli scaffali due prosciutti su tre provengono da maiali allevati all'estero senza una adeguata informazione, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la meta' delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero ma nessuno lo sa perche' non e' obbligatorio indicarlo in etichetta. Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell'informazione, la Coldiretti e' riuscita a ottenere l'obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare e l'etichetta resta anonima per circa la meta' della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.
   Il provvedimento che dovra' ora tornare all'esame del Senato, dove ha gia' ottenuto una prima approvazione, risponde anche - ha concluso la Coldiretti - anche ai nuovi indirizzi che vengono dall'Europa dove il Parlamento all'inizio dell'estate ha votato a favore dell'obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, pollame, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente carne, pollame el pesce.

07/10/2010 8.20