Censimento 2011. Agricoltura in Abruzzo: attive 66.854 aziende, calo del 13% rispetto al 2000

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Secondo i dati del 6° Censimento generale dell’agricoltura, al 24 ottobre 2010 in Abruzzo risultano attive 66.854 aziende agricole e zootecniche (in Italia: 1.630.420).

ABRUZZO. Secondo i dati del 6° Censimento generale dell’agricoltura, al 24 ottobre 2010 in Abruzzo risultano attive 66.854 aziende agricole e zootecniche (in Italia: 1.630.420).

Le aziende agricole abruzzesi risultano in calo del 13,1% rispetto al censimento del 2000 (in Italia: -32,3%). Di conseguenza il peso della regione è aumentato dal 3,2% del 2000 al 4,1%. La Superficie Agricola Utilizzata (in Abruzzo 449.988,65 ha, pari al 3,5% del valore italiano) è in crescita (+4,4%) risultato nettamente migliore di quello nazionale (-2,3%).

Tra tutte le regioni italiane l’Abruzzo ha mostrato il calo più limitato del numero di aziende, e risulta tra le sole 4 regioni ad aver registrato aumenti della SAU. Ciò si è tradotto in un aumento della dimensione media delle aziende (la SAU per azienda è aumentata da 5,60 ha a 6,73 ha), incremento in linea con la tendenza italiana (da 5,48 ha a 7,90 ha). Il fenomeno è riconducibile alle politiche comunitarie e all’andamento dei mercati che hanno favorito la concentrazione e l’aumento dimensionale delle aziende agricole e zootecniche, evidenziabile nel calo delle aziende di piccola e media dimensione (inferiori a 30 ha), in particolare di quelle con meno di 2 ha di SAU, e nell’aumento di quelle superiori a 30 ha.

Il settore zootecnico in Abruzzo conta 7.609 aziende con allevamenti, pari al 3,6% delle 209.996 italiane. Anche in questo settore si riscontra un notevolissimo calo del numero di aziende (-79,2%; in Italia: -68,3%). L’incidenza del settore zootecnico su quello agricolo, valutato attraverso il peso delle aziende con allevamenti sul totale delle agricole, in Abruzzo è dell’11,4% (in Italia: 12,9%), pari a solo un quarto del valore registrato nel 2000 (47,6%). Relativamente alle principali specie di bestiame l’allevamento bovino risulta trainante considerando che è praticato da 3.986 aziende (in Italia: 124.341) pari al 52,4% di quelle zootecniche (in Italia: 59,2%). Rispetto al 2000 il numero di capi bovini in Abruzzo è diminuito (-5,2%) meno del numero di aziende (-33,0%) così che la dimensione media degli allevamenti è salita da 13,9 a 19,7 capi per azienda. L’allevamento ovino è praticato da 3.160 aziende pari al 6,2% del totale nazionale e al 41,5% delle aziende zootecniche abruzzesi (in Italia è il 24,3%). Anche per l’allevamento ovino il numero di capi è diminuito (-25,2%) meno del numero delle aziende (-67,2%) così che la dimensione media aziendale è salita da 29,2 a 66,6 capi (in Italia: 129,8). Le aziende che allevano equini sono 1.605, pari al 3,5% del totale nazionale e al 21,1% delle aziende zootecniche regionali (in Italia è il 21,7%). All’aumento del numero dei capi (+34,8%) si è affiancata la diminuzione delle aziende (-16,9%) così che si è passati da 4,4 a 7,1 capi per azienda (in Italia è 4,9).

Tra le principali coltivazioni i seminativi, estesi su 179.419,91 ha (41,0% della SAU), non hanno subito variazioni di rilievo (-0,3%). Prevalgono i cereali (71.080,05 ha in calo del 21,9%), le foraggere avvicendate (64.065,97 ha in aumento del 33,5%) e le coltivazioni ortive (12.543,98 ha in crescita del 37,0%). Il 39,6% della SAU è costituita da prati permanenti e pascoli (173.318,96 ha in aumento del 4,2%) e il 17,8% da coltivazioni legnose agrarie (77.950,67 ha in diminuzione del 4,9%). Tra queste ultime la quota principale è rappresentata dall’olivo (42.773,23 ha in aumento del 6,4%), dai vigneti (30.266,60 ha in flessione del 13,3%) e dai fruttiferi (3.929,49 ha in calo del 36,4%).

In Abruzzo la maggior parte della SAU è costituita da terreni di proprietà (65,1%; in Italia è il 60,6%) sebbene sia in netto calo rispetto al 2000 (84,1%; in Italia: 75,5%). L’affitto è molto meno rilevante (24,2%; in Italia: 32,3%) sebbene in crescita consistente (10,8%; in Italia: 20,7%). L’uso gratuito ha raddoppiato il suo peso ma rimane molto limitato (in Abruzzo 10,7% e in Italia 7,0%). Tali valori contraddistinguono una struttura fondiaria più flessibile rispetto al passato, le cui aziende agricole hanno ampliato le dimensioni anche grazie a terreni in affitto e in uso gratuito.

La forma di conduzione generalmente diffusa è, in Abruzzo come in Italia, la conduzione diretta del coltivatore (rispettivamente il 98,6% e il 95,0% delle aziende). La conduzione con salariati e le altre forme di conduzione hanno rilevanza trascurabile.

Il 99,3% delle aziende abruzzesi utilizza manodopera familiare (che costituisce il 90,4% delle persone che lavorano in azienda e il 91,3% delle giornate di lavoro), mentre il 4,5% si serve di altra manodopera aziendale (che rappresenta il restante 9,6% dei lavoratori e l’8,7% delle giornate lavoro).

Riguardo ai capiazienda censiti in Abruzzo, si registra che il 96,0% è il conduttore, l’1,5% è coniuge del conduttore e l’1,1% è altro familiare del conduttore. Considerando che il 28,7% di essi ha più di 70 anni, il 24,0% è costituito da sessantenni e il 23,3% da cinquantenni, la forza produttiva agricola sembra attraversare una fase di preoccupante invecchiamento. Inoltre, il 4,5% dei capiazienda non ha alcun titolo di studio, il 37,0% solo la licenza di scuola elementare, il 29,6% la licenza di scuola media inferiore. I capiazienda diplomati e laureati costituiscono il solo 24,2% del totale mentre i laureati con indirizzo agrario lo 0,5% e i diplomati con indirizzo agrario l’1,9%.

 17/11/2011 15.56