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Disabilità. Vita indipendente, la legge c'è, i soldi no

La lettera inviata al Presidnete della Regione

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DISABILI, LEGGE VITA INDIPENDENTE

            RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO                           

Mi chiamo Barbara Bucci e faccio parte del Movimento per la Vita Indipendente Abruzzo.
Ho scritto una lettera al presidente della Regione, agli assessori e consiglieri per mettere in evidenza la preoccupante situazione della legge regionale sulla Vita Indipendente che non viene finanziata come dovrebbe e come era stato promesso.
Chiedo se gentilmente potreste pubblicare la lettera nelle vostre testate.


Ringrazio anticipatamente e mando cordiali saluti.


Barbara Bucci


Gentile Presidente D'Alfonso, Gentili Assessori e Consiglieri,
mi chiamo Barbara Bucci e sono una persona con una grave disabilità motoria che necessita di assistenza per compiere tutte le attività della vita quotidiana.
Sono una delle poche fortunate persone che ha ottenuto il finanziamento per l'assistenza autogestita nel 2014, e ho così potuto assumere una persona di mia fiducia come assistente personale.
Ora, però, sono molto preoccupata per il futuro della legge regionale sulla Vita Indipendente. Dal milione di euro stabilito si è scesi ai 570 mila euro, e nella finanziaria 2016 si arriva addirittura a 200 mila! Perché?
Il finanziamento che mi è stato assegnato è bastato a stipendiare un lavoro part-time di 5 ore giornaliere per 5 giorni a settimana. Questo è servito appena a diminuire il peso della mia assistenza che da sempre grava solo sulla mia famiglia; è il minimo che potessi fare, in quanto non ritengo giusto che genitori anziani debbano assistere un figlio disabile 24h/24h. Ma così sono ben lontana dal conseguire una vita indipendente... In più, la gestione dell'assistenza che permette alla persona disabile di vivere nella propria casa e non in un istituto, ha costi notevolmente più bassi.
Vorrei soltanto farvi presente che è già frustrante vivere in una condizione di totale dipendenza dagli altri, se poi non si viene messi nella possibilità di scegliere una persona di fiducia che soddisfi le tue esigenze e sia in grado di farti pesare il meno possibile la condanna di non essere più autonomi, è decisamente troppo.
Cercate per soli cinque minuti di immaginarvi nella condizione di dipendere vitalmente dagli altri... scaccerete il pensiero dopo pochi secondi. Pensate, quindi, a chi è costretto a subire questa situazione per tutta la vita. Scegliere da chi e come farsi aiutare mi sembra la giusta compensazione al grave svantaggio.
Pertanto, chiedo a Voi tutti di dare al fondo per la Vita Indipendente la somma che era stata promessa, affinché si rispetti il diritto delle persone disabili sancito dalla Convezione ONU per i diritti delle persone con disabilità: "Le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere".

Cordialmente,

Barbara Bucci