Pescara, al Mediamuseum le opere "brucianti" di Matteo Bultrini

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Brucio per creare, per dare nuova vita alle cose». E’ questa la filosofia di Matteo Bultrini, l’artista aquilano che il 16 settembre, alle 18.30  inaugurerà la sua mostra al Mediamuseum di Pescara alla presenza, tra gli altri, del presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa. 

Per l’occasione saranno presentati dall’artista 25 pezzi appartenenti al ciclo “Stanze della Memoria”, una collezione che si potrà visitare al museo fino al 27 settembre prossimo.

Bultrini è un artista cosmopolita che ha presentato le sue opere a ha già esposto in diverse collettive e personali, in Italia e all’estero come  la Master Art Galeries di Barcellona, fino al recente approdo pescarese.

«Le sue », afferma Pierpaolo Bellucci, curatore della mostra, «sono  opere caratterizzate dai canoni espressivi propri dell’arte contemporanea, reinterpretati da Bultrini attraverso il suo raffinato linguaggio. Lavori che rivelano una forte originalità e personalità, nati dalla riflessione e dall’interrogativo su cosa significa vivere».

E la mano dell’autore ricalca le impronte di maestri dell’arte moderna e contemporanea (Modigliani, Burri, Pollock, Rauschenberg), fino a risentire del fascino occulto della filosofia di  Nietzsche, Kierkegaard e dalla psicoanalisi di Freud.

 Una commistione  di motivi che vengono fuori  dai titoli stessi delle opere  “Descrizione di un io”, “Prospettiva di un dissidio contro l’essere”, “Stanza della memoria ad ogni istinto smanioso di potere”, “Stanza della memoria alla realtà in atto che per mostrare il tempo nasconde il fine”.

«Lo stile di Bultrini», conclude Bellucci, «è in fieri, un percorso artistico fortemente legato alle sue  esperienze di vita, agli studi e agli incontri con artisti, poeti e scrittori che hanno fortemente influenzato il suo modo di concepire l’arte e spazia trovando continui elementi di ispirazione».

15/09/2011 9.46