Il libro di Antonio Teti: "Psychotech, il punto di non ritorno. La tecnologia che controlla la mente"

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Non è più concepibile accettare una divisione netta tra mondo reale e mondo virtuale. Quella che fino ad alcuni anni fa poteva apparire semplicemente come una visione, oggi appare come una possibile concreta realizzazione: la nascita di una società virtuale attiva, partorita nel cyberspazio, destinata ad integrarsi perfettamente con quella reale».

Antonio Teti, responsabile del settore tecnico- informatico della Direzione Generale dell’Ateneo d’Annunzio, parte da questa considerazione di base, per trattare nel suo ultimo libro i suggestivi rapporti di connessione fra tecnologia e mente umana.

«Non più mondi paralleli differenti (reale e virtuale)- continua Teti - ma scenari psicofisici differenti, che si fondono e si completano in funzione delle interazioni che si attivano in una successione di eventi. Insomma la nascita di un mondo sociale più esteso e diversificato, in cui si sviluppano e si amplificano anche le potenzialità e le applicazioni della mente dell’uomo».

“Psychotech, il punto di non ritorno. La tecnologia che controlla la mente” è il titolo del volume che verrà presentato dall’autore sabato 24 settembre, presso la Libreria Feltrinelli di Pescara, alle ore 18.00. Il libro, edito da Springer, è introdotto dalla autorevole prefazione dello psicologo sperimentale e Direttore del Persuasive Tech Lab della Stanford University, Prof. B.J. Fogg,

«La possibilità che si concretizzi un nuovo scenario cybersociale in cui la psiche dell’individuo può assumere un ruolo decisivo, pone l’uomo come mai fino ad ora, di fronte ad una serie di inquietanti interrogativi», sottolinea Antonio Teti.

Cos’è esattamente la mente? E’ davvero possibile ipotizzare che esista un sorta di autonomia di funzionamento tra il cervello e il pensiero?

In sostanza, si chiede l’autore del libro, «la mente può essere identificata come un elemento sostanziale, una identità singola e autonoma che trova nel cervello il proprio fondamento, oppure può essere identificata come un elemento funzionale, intricato complesso di funzioni mentali, non autonome e legate al funzionamento dal cervello umano? E se la mente non fosse un organo materiale, ma un elemento in grado di manifestare funzioni e potenzialità che vanno al di là del mondo fisico? E infine, è possibile integrare il pensiero dell’uomo nel cyberspazio al punto tale da trasformarlo in un sistema pensante virtuale?»

Insieme a Teti, partecipano alla presentazione del libro i professori dell’Ateneo di Chieti -Pescara, lo psicologo clinico Mario Fulcheri e il sociologo Vincenzo Corsi.

14/09/2011 13.43