L’Abruzzo e la Toscana unite dall’arte. A Santo Stefano di Sessanio le opere degli Uffizi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. “Condivisione di affetti opere d’arte dalla galleria degli Uffizi”.

E’ questo il titolo scelto per la mostra che dal 28 luglio al 30 settembre si terrà a Santo Stefano di Sassanio, antico borgo in provincia dell’Aquila. Sarà proprio questa cittadina abruzzese ad ospitare pezzi d’arte della galleria degli Uffizi di Firenze nell’edificio comunale e in alcune caratteristiche sale del borgo come le Carceri e le botteghe dell’artigianato domestico, dei decotti e dei fermentati. L’evento, promosso dal Comune di Santo Stefano di Sessanio e dalla Galleria degli Uffizi, con il patrocinio del Ministero del turismo, per i beni e le attività culturali è nata dall’impulso del Comitato per il rilancio di Santo Stefano di Sessanio presieduto da Walter Mazzitti.

Una città scelta non a caso ma che ha a che fare con il passato storico fiorentino in quanto custodisce una delle testimonianze architettoniche lasciate in eredità dalla storica famiglia fiorentina agli abruzzesi (la Torre dei Medici, purtroppo crollata a seguito del terribile sisma del 2009). Il repertorio è composto da opere d’arte della Galleria degli Uffizi di Firenze che fanno parte di una mostra già realizzata per celebrare il restauro di quella parte della esposizione danneggiata da un attentato terroristico. Come la galleria ha subito un attentato, così Santo Stefano è stato colpita da un altro ''attentato'' (il terremoto) ma in questo caso compiuto dalla natura. E’forse questo il motivo della scelta del borgo aquilano come location per una mostra di spessore internazionale. Tra le opere che verranno esposte si trovano la Madonna della Gatta, ritratto del ’600 di Federico Barocci, scelto anche come immagine di presentazione della mostra, il Ritratto di Sisto IV di Tiziano, la Madonna col bambino e i Santi Martino e Dorotea, del pittore del ’500 Benvenuto Tisi detto Garofalo e ancora i ritratti a Luce e Elica Balla dell’artista dei primi del novecento, Giacomo Balla.

E’ stato Antonio Natali direttore della galleria degli Uffizi a curare e ad occuparsi dell’evento. Santo Stefano di Sessanio è un borgo che si trova all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga e che conserva ancora oggi la tipica struttura medievale. Il legame con Firenze era dovuto, un tempo, all’importanza mercantile della lana carfagna, prodotta nella cittadina abruzzese, poi lavorata in Toscana, e da qui venduta in tutta Europa.

Il capoluogo toscano offriva un ottimo snodo per il commercio di questi prodotti ma ben presto l’avvento di nuovi mercati e di nuove materie prime (che sostituirono la lana) segnarono il declino economico del borgo, consegnandolo a stenti e miseria. Ma Santo Stefano non si è persa d’animo e, fiera delle sue tradizioni, ha dato il via ad un vero e proprio modello, il “modello Santo Stefano”, appunto, che vede nella conservazione integrale dei sapori, delle architetture, degli arredi, del paesaggio circostante un punto di forza che le ha permesso di risollevarsi anche dopo il terremoto del 2009.

26/07/2011 15.50