A L’Aquila il giardino di 700mila anni fa…

Alessandro Biancardi

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A L’Aquila il giardino di 700mila anni fa…

L’AQUILA. E’ un Giardino Paleontologico che ricostruisce l’ambiente di circa 700.000 anni fa, quello che si inaugura venerdì 27 alle 11,00 a Pagliare di Sassa, L’Aquila, in via S.Pietro.

Elefante antico, mammut di steppa, rinoceronte e ippopotamo antico sono stati ricostruiti in scala ridotta (50% circa) per dare l’idea di quello che era l’ambiente nel giacimento paleontologico di Pagliare di Sassa, che alla fine degli anni ’90 ha restituito numerosi resti di grandi mammiferi.  L’intervento di valorizzazione del sito, a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo con il Comune di L’Aquila, la Protezione Civile che ha operato nell’area con il Progetto C.A.S.E., e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza ha lo scopo di avvicinare i giovani alla conoscenza del proprio territorio. Alcuni pannelli illustrano la storia geologica del bacino aquilano, il giacimento, l’associazione faunistica e il paleoambiente, mentre le riproduzioni in scala ridotta della fauna preistorica stimolano l’immaginazione dei più piccoli.  Alla scoperta del giacimento nel 1998 seguirono alcune campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e l’Università dell’Aquila. I reperti fossili rinvenuti sono  riferibili all'elefante antico, al mammut di steppa, al rinoceronte,  all'ippopotamo antico, alla iena macchiata, a cervidi di grande taglia, alla lepre, al cinghiale,  a due piccoli roditori e uccelli indeterminati.

Le caratteristiche delle specie rinvenute,  insieme ai dati geologici, geofisici e paleobotanici hanno permesso la datazione del giacimento in una fase di clima mite a stagioni contrastate dell'inizio del Pleistocene medio,  circa 700.000 anni fa.

«Il giacimento paleontologico di Pagliare di Sassa», spiega la Sovrintendenza, «è interessante per la sua associazione faunistica e per le caratteristiche di deposizione e conservazione dei resti stessi. I resti ossei erano infatti conservati all'interno di un antico apparato di conoide fluviale datato alla fase iniziale del Pleistocene medio. Di particolare interesse risulta inoltre il rinvenimento di un manufatto su scheggia in selce e un osso rotto intenzionalmente, trovati in strato alla base della sequenza fossilifera, a testimonianza  della presenza umana già a quell'epoca».

La presenza di resti di grandi mammiferi del Quaternario non è nuova per il territorio aquilano: il più celebre tra quelli rinvenuti è sicuramente lo scheletro quasi completo di Mammuthus meridionalis di Madonna della Strada, Scoppito conservato in uno dei bastioni della Fortezza Spagnola. Il significativo valore delle scoperte paleontologiche avvenute in quest’area, importanti per la storia naturale dell'Aquila e dell'Abruzzo, hanno portato ad avanzare già da tempo un' idea progettuale per la valorizzazione del giacimento. La sua posizione, in un ambiente ancora integro, attigua all'area verde del nuovo complesso residenziale di Pagliare (Progetto C.A.S.E.),  trova oggi le condizioni ottimali per una sua fruibilità.

24/05/2011 13.45