Premio Prisco: la lealtà nello sport a centro campo

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Si è tenuta anche quest’anno, come da calendario, presso il teatro Marruccino di Chieti, la cerimonia di consegna dei premi della nona edizione nazionale Giuseppe Prisco per celebrare la lealtà, la correttezza e la simpatia sportiva. L’evento ha visto anche la celebrazione del premio nazionale di giornalismo Nando Martellini destinato alle voci della stampa che si sono particolarmente distinte.

Incoronati da una giuria composta da Italo Cucci, Gian Paolo Ormezzano, Gianni Mura e Corinto Zocchi, generale dei carabinieri nella riserva, presidente del Comitato organizzatore e ideatore del Premio Prisco, i vincitori hanno ritirato come trofeo un’opera dello scultore Pietro Cascella, dal titolo “Verso il gol”.

Si tratta di Antonio Di Natale, punta dell’Udinese, insignito «per le sue doti calcistiche sopraffine», così il Presidente del comitato organizzatore ha motivato la sua premiazione. Non meno meritevole, secondo i giurati, è Igor Campedelli  presidente del Cesena e definito dalla giuria «uno sportivo anticonformista».

 Degno del trofeo è Walter Mazzarri diventato professore dalla panchina dopo gli esordi a  Bologna  ed  eletto «perché ha lasciato un’ impronta in diverse squadre».

 Così  i giurati hanno motivano  la sua elezione: «è fissato con la difesa a “tre” ed è al tempo stesso il tecnico più offensivista, perciò amatissimo dai napoletani; ma è soprattutto esperto nell’inventare ruoli inediti per giocatori che gli consegnano discreti e che lui trasforma in campioni. Descamisado “quattro stagioni” ha attitudini vulcaniche, ovviamente vesuviane. Ha inventato le partite di 95 minuti».

Chi sono invece le voci scelte per il premio giornalistico? Si tratta di Roberto Beccantini e Federico De Carolis. Emiliano il primo, abruzzese il secondo ma accomunati dalla passione per il giornalismo sportivo. Beccantini ha mosso i primi passi alla scuola Tutto Sport per poi passare alla Stampa. Tifoso della Juventus e grande critico bianconero, si è conquistato la stima della giuria del premio Nando Martellini«per il suo stile fresco, variegato, ricco di trovate linguistiche e per  il senso etico che innerva il suo modo pacato». Gli fa eco il collega De Carolis, penna per anni de  Il Messaggero, Paese Sera, Oggi, Gente e Panorama  e conosciuto in Abruzzo per documentari su alcune caratteristiche località regionali.

m.b. 17/05/2011 10.13