Ortona ospita il premio internazionale Basilio Cascella

Alessandro Biancardi

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ORTONA. È fissato per il 25 aprile l’appuntamento con il cinquantacinquesimo premio internazionale di arte contemporanea Basilio Cascella, uno dei riconoscimenti culturali più prestigiosi del panorama artistico nazionale.

L’evento patrocinato dal comune di Ortona si svolgerà dal 25 al 30 aprile prossimo presso il museo civico di arte contemporanea Palazzo Farnese. 42 i partecipanti e 9 gli artisti fuori concorso che si confronteranno per aggiudicarsi il riconoscimento come migliori pittori e fotografi. L’obiettivo è presentare un’opera di interesse artistico sul tema “la ricerca dell’unità”.

Ma che cosa s’intende per unità? «E’ un termine che si presta a varie interpretazioni», afferma il critico Pasquale Grilli, «proprio come l’arte, che non è affatto una rappresentazione oggettiva della realtà, ma una raffigurazione soggettiva e visibile di ciò che è invisibile».

«Unità, come quel senso atavico presente nell’uomo, che lo spinge a cercare valori ed ideali ormai sempre più frammentari ed evanescenti», commenta Monica Seksich; oppure, da intendersi come una celebrazione dei 150 anni di Unità d’Italia.

Il premio Basilio Cascella, invece, pone l’accento sull’unità nella sua accezione artistica. In quest’ottica l’esperta ripercorre il ruolo dell’arte: strumento di interpretazione del senso di unità che ha da sempre caratterizzato i diversi stadi umani.

«Un tempo gli artisti erano uomini e donne, che si univano e condividevano l’ispirazione delle loro opere con entusiasmo, dal greco enthousiasmos cioè ispirato a Dio (l’incarnazione dell’unità). Basti ripercorrere la storia dell’arte dal medioevo per accorgersi che è all’insegna dell’unicum», fa notare ancora la Seksich. L’arte sacra medievale era simbolica: ogni simbolo (dal verbo greco sunballo, tenere insieme) rimandava all’origine unitaria del tutto, il Creatore. Fino all’800 le composizioni artistiche avevano unito le persone nell’ammirazione di ciò che è bello, in seguito, invece, iniziarono a raccogliere la protesta, la sofferenza e la rivendicazione sociale (come testimoniano il grido di Munch o la Guernica di Picasso).

«Ma fino ad allora», commenta Michela Malisardi «l’arte era una cosa e la vita un’altra. Solo grazie al contributo di futuristi e dadaisti il rapporto arte/vita è stato sdoganato e i due aspetti si sono fusi diventando complementari».

Ecco che l’arte, in ogni sua forma, è diventata vita ed espressione sociale sia a livello internazionale sia nei piccoli centri, che grazie ad essa trovano la loro unità.

Su queste basi si colloca il Premio Internazionale Basilio Cascella: ai concorrenti, infatti, è richiesto di creare unità artistiche che siano spunti di riflessione sull’arte, intesa come strumento di coesione sociale.

La mostra mira a ricomporre quel senso di unità insito nell’animo umano, il desiderio che spinge l’uomo a cercare nella società una realtà unica, in cui rispecchiarsi e riscoprirsi nella sua dimensione di collaborazione e solidarietà.

 20/04/2011 8.18