L’Aquila: tradizionale concerto di Pasqua sulle note dello "Stabat Mater"

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA.  Si terrà il 22 aprile nella basilica di Collemaggio a L’Aquila, il tradizionale concerto di Pasqua de I Solisti Aquilani.

Toccherà a Vincenzo Mariozzi  dirigere il coro che interpreterà “Stabat Mater dolorosa” (la madre addolorata stava), un inno mariano del XIII secolo che celebra la passione di Cristo, attribuito a Jacopone da Todi. Il maestro  vanta un curriculum d’eccellenza. Primo clarinetto di varie importanti orchestre, dal 1969 Mariozzi ha lavorato   nell ’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma ed oggi unisce al ruolo di direttore e solista, l’attività concertistica in giro per il mondo. Ad affiancare l’artista, da anni alla guida della Associazione I Solisti Aquilani, saranno per l’occasione  la Corale Novantanove, Pia Marie Nilsson, soprano e Ettore Maria Del Romano, direttore del Coro.

Il brano oggetto di varie rivisitazioni a partire  da Scarlatti, Vivaldi, Pergolesi e Rossini, verrà presentato a L’Aquila  nelle varianti di Boccherini e Tommaso Traetta, due dei maggiori operisti italiani del settecento. L’inno che  prima della Riforma liturgica era utilizzato nella celebrazione del venerdì santo, si compone di due parti. La prima  inizia con le parole “Stabat Mater dolorosa” ("La Madre addolorata stava")  e pone al centro della scena la Vergine che, ai piedi della croce patisce le sofferenze di Gesù. Segue la seconda parte aperta dal  lamento del fedele “ Eia, mater, fons amóris” ("Oh, Madre, fonte d'amore") che  chiede a Maria di farlo partecipe del dolore  di  Cristo  durante la crocifissione  e la Passione.

La vergine ai piedi della croce accoglie le suppliche del fedele che la implora  di condividere  la passione di Cristo fino alla gloria del paradiso. Il tutto si risolve in una contemplazione dignitosa e contenuta della morte di Gesù che non viene drammatizzata ma vissuta come il preludio della  salvezza eterna  tramite la resurrezione. Una parentesi di umana sofferenza resa ancora più vivida dall’interpretazione del coro e degli attori.

L’orchestra  alterna  un coro che cede lentamente spazio al recitativo accompagnandolo in sottofondo con discrezione.

m.b.  18/04/2011 16.11