ARTE

Ciancabilla torna ad esporre le sue opere a Pescara

Tra i quadri anche uno dedicato a Francesca Alinovi

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Ciancabilla torna ad esporre le sue opere a Pescara

PESCARA. Dopo il successo di "One Hundred Women" (Bologna, weekend di Arte e Fiera) il pittore Francesco Ciancabilla, in arte Frisco, ritorna ad esporre nella sua città, Pescara, con una mostra personale dal titolo "Funk Bromantico".
Nella location della Sala degli Alambicchi all'ex Aurum, saranno esposte quelle tele dai contrasti netti e taglienti eppure fluidi di uomini e donne che appartengono alla vita di Frisco e che sembrano voler raccontare una storia, quella che hanno alle spalle o quella che li circonda.
Frisco ha ripreso la tecnica che aveva inventato nei primi anni ’80, a metà tra street-art, pop e fotografia, ancora oggi attualissima, e per quei tempi (in cui ancora nessuno usava neanche gli stencil) rivoluzionaria, tanto da attrarre l’attenzione e quindi l’entusiasmo incondizionato della critica d’arte più innovativa del momento, Francesca Alinovi. Tra le opere anche un ritratto della donna, docente del Dams, sua amica che fu trovata assassinata con 47 colpi di coltello, nel suo appartamento nel centro storico della città, al secondo piano di un palazzo di via del Riccio.

Ciancabilla venne accusato di averla ammazzata ma lui si è sempre professato innocente.
Dopo essere stato assolto in primo grado, nel 1986, fu condannato in appello a 15 anni di carcere, sentenza poi confermata dalla Cassazione.
Dopo aver scontato la sua pena (dopo un periodo di latitanza in giro per il mondo) è tornato alle origini dedicandosi nuovamente all’arte.
Nei mesi scorsi la sua mostra a Bologna ha creato malumori nella famiglia di Francesca: «con quale coraggio quell'uomo parla ancora di lei? Come osa sfruttarla ancora?», ha detto la sorella Brenna in una intervista a Repubblica.
«È anche lei una donna della mia vita», ha replicato lui, «un'amica e un critico d'arte come non ne ho mai conosciuti. Quel ritratto non vale più degli altri che espongo, non è il fulcro della mia esposizione. Lei è solo una delle tante donne che per qualche minuto, o per una vita intera, hanno segnato la mia esistenza. E che lei abbia segnato la mia esistenza è ovvio, mi hanno anche accollato il suo omicidio. Se fosse viva sarebbe la prima a difendermi».

«I suoi ritratti», spiega il curatore della mostra Marco Manzo, «sono istantanee in bianco e nero o con colori decisi, “sovraesposti”, dove il colore assume una valenza puramente decorativa: macchie di tinta che sembrano galleggiare sull'acqua, volti che ci fissano inquisitori o curiosi, o che nascondono lo sguardo per lasciarsi ammirare. Una volta parlando con lui mi ha detto di essere interessato alle zone d’ombra: io penso che non si riferisse solo ai giochi di ombre sempre presenti nelle sue tele, ma anche al lato oscuro e misterioso degli uomini».
Le tele di Frisco saranno visibili ed acquistabili in anteprima già da mercoledì 25 febbraio (e fino al 7 marzo), mentre l'inaugurazione della mostra, curata dall'associazione culturale "PiùAbruzzo", avverrà sabato 28 febbraio.