TEATRO

Cultura dei Lagami, nasce il progetto teatrale tra le quattro province abruzzesi

Spettacoli fino a novembre

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ABRUZZO. Quattro province, 4 progetti, 1 festival: l’Abruzzo al centro della prima edizione della
Cultura dei legami da un’idea di Edoardo Oliva e del Teatro Immediato voluto e finanziato dalla Fondazione Aria-Fondazione Industriale Adriatica di Pescara.

Il progetto prevede la collaborazione tra 4 realtà importanti del teatro regionale: Arti e Spettacolo,
Terrateatro, Maglab e lo stesso Teatro Immediato.
Che cos’è e perché è necessaria una cultura dei legami?
«La cultura dei legami è la forza che può controbilanciare la frammentazione del nostro mondo e che
consiste nello scoprire quelle relazioni che sono state sommerse e che sono andate perdute; quelle tra
uomo e società, tra una razza e un’altra, tra microcosmo e macrocosmo, umanità e macchina, visibile e
invisibile, tra categorie, lingue e generi».
Il primo progetto è stato presentato dalla compagnia Terrateatro di Teramo che il 30 giugno ha debuttato a Sant’Omero (Te) con lo spettacolo ‘Tell me Otello’, all’interno del Festival Teatro delle Differenze. Dal 29 luglio al 2 agosto la provincia di Chieti, nello specifico Bocca di Valle e Guardiagrele, diventa la cornice della residenza internazionale donne nel teatro Magfest all’interno del quale Maglab presenterà Sedute intorno, un lavoro con uno sguardo di genere, all’interno del quale diverse generazioni di donne si confrontano a partire dal luogo del proprio vissuto, la casa. In novembre a San Demetrio ne’ Vestini viene presentato dall’associazione Arti e Spettacolo dell’Aquila Link, un percorso creativo e formativo che tiene conto della vocazione culturale dei luoghi e indaga, con gli anziani, i residui della memoria e, con i giovani, le aspettative e la possibile permanenza nei territori di origine, mantenendo uno sguardo attento all’alterità e individuando
possibilità di accoglienza rispetto a culture “altre”.
Sempre in novembre, a Città Sant’Angelo, il Teatro Immediato di Pescara presenta Luminescenze all’orizzonte, un lavoro che vede in scena diverse generazioni in forma fortemente simbolica: il Titanic affonda e diventa archetipo di una società, la nostra, alle prese con una crisi profonda, una società che vede la sua disparità esattamente come nel Titanic, dove i poveri della terza classe cedevano la salvezza ai privilegiati.