NOMINE E POLITICA

Abruzzo, la giunta regionale nomina Ezio Rainaldi a capo del teatro stabile

Polemica del Comune de L’Aquila per non essere stato consultato

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Ezio Rainaldi e De Fanis

Ezio Rainaldi e De Fanis

ABRUZZO.  «Alla nuova dirigenza consegno un ente sano, con un bilancio in pareggio e con grandi opportunità artistiche».

 Così, l'assessore alla cultura, nonchè presidente uscente del Teatro Stabile d'Abruzzo, Luigi De Fanis, ha salutato il neopresidente della prestigiosa istituzione culturale, Ezio Rainaldi, nel corso della cerimonia di insediamento che si è svolta questa mattina nella sede dell'assessorato regionale, in L'Aquila. Ripercorrendo il periodo della sua presidenza, svolta rinunciando a ogni forma di retribuzione nonchè tra gli innumerevoli disagi causati dal sisma, De Fanis ha ricordato la prima produzione che il TSA ha fatto dopo il terremoto "Scene da un matrimonio" che ha rappresentato l'intero Abruzzo anche sul prestigioso palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano.
 De Fanis ha ricordato anche  che durante la sua presidenza è stato assegnato l'incarico di direttore artistico ad Alessandro Preziosi, una scelta che l'ex presidente definisce «importante per lo Stabile che in questo modo ha inteso proporre al teatro italiano una nuova linea artistica e che ha potuto riprendere con grande vigore le tournée nazionali con la produzione del Cyrano de Bergerac: una delle produzioni teatrali di maggior successo in Italia».
La nomina evidentemente ha una sfumatura prettamente politica perché dal Comune invece puntano i piedi fanno notare di non essere mai stati interpellati.   
«Nonostante il Comune dell’Aquila, infatti», ha detto l’assessore Pd, Stefania Pezzopane, «sia socio del Tsa, non siamo stati minimamente informati né è stata coinvolta, come sempre è da sempre nella prassi, l’assemblea dei soci. Non ce ne stupiamo, peraltro, dal momento che, ormai, dalla Regione Abruzzo ci aspettiamo questo e altro in termini di sgarbi istituzionali e non solo.
    Facciamo comunque i nostri migliori auguri al nuovo presidente, rallegrandoci per il ritorno di un aquilano ai vertici del Tsa.     Ci lasciano piuttosto perplessi, invece, le polemiche circa ulteriori e fantasiosi giri di valzer sulle poltrone.
    Vorremmo ricordare, infatti, che, mentre i rampanti di turno sbraitano per una nomina, i finanziamenti per le attività dell’ente sono stati oggetto, come del resto tutto il comparto culturale in regione, di tagli pesantissimi a partire dal 2009. Tagli tanto più penalizzanti per chi opera in un territorio devastato dal sisma e nelle condizioni di doversi misurare, ogni giorno, con difficoltà enormi, a cominciare dalla mancanza di una sede».