BELLEZZE STORICHE

Eremi celestiniani candidati a patrimonio mondiale dell’umanità

L’Ente Parco Nazionale della Maiella sta muovendo i primi passi verso il riconoscimento

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Eremi celestiniani candidati a patrimonio mondiale dell’umanità
ABRUZZO. L’obiettivo è ancora lontano ma l’Ente Parco Nazionale della Maiella ha mosso i primi passi per ottenere il riconoscimento degli Eremi celestiniani come patrimonio mondiale dell’umanità, da parte dell’ Unesco.

Si è formato così il comitato ristretto che avrà il compito di attuare tutte le procedure per il riconoscimento.
Gli Eremi che fanno parte del complesso Maiella-Morrone erano i luoghi di meditazione di frà Pietro del Morrone, un eremita originario del Molise che trascorse quasi tutta la sua esistenza tra le montagne impervie dell’Abruzzo fino a diventare papa con il nome di Celestino V nel 1294.
L’iniziativa, promossa inizialmente da Licio Di Biase, presidente dell’associazione “Roccacaramanico”, ha trovato un importante momento di stimolo in occasione dell’evento “Roccacaramanico Festival” del 11 agosto 2012, durante il quale è stata auspicata la formalizzazione del progetto. Un forte input in questo senso si è avuto con l’aggiudicazione di un bando della Fondazione Telecom con il progetto dal titolo “Cultura e natura: l’eremitismo nella natura selvaggia del Parco della Majella”.

UN PO’ DI STORIA
S. Spirito a Maiella, S. Bartolomeo in Legio, S. Giovanni all’Orfento, la Madonna dell’Altare, S. Maria del Morrone, S. Onofrio del Morrone, Santa Croce del Morrone e Santo Spirito del Morrone: sono questi i luoghi sacri della meditazione di Celestino V e dei suoi primi seguaci.
E la suggestività di quei posti trova testimonianza nelle parole di Edoardo Micati che nel 1990 in “Eremi e luoghi rupestri della Maiella e del Morrone” scrisse:«fin dai tempi antichissimi culti e rituali di religiosità popolare, santuari rupestri, pievi, grotte animate da monaci itineranti, eremiti e fedeli hanno espresso ed esprimono il sacro legame dell’uomo con la natura ed hanno documentato e documentano che l’Abruzzo è terra di monachesimo, di eremi e di abbazie montane». O nelle parole di Daniela Bianco, nella sua pubblicazione “Sui passi di Celestino V”: «qui pregò Celestino V insieme a tanti altri monaci che vissero, videro e percepirono il disegno del Creatore nella pace e nella maestosità della natura montana abruzzese. Qui, dove il vento sembra il respiro del mondo, anche noi uomini del duemila possiamo fare la pace con il creato. La Maiella, dunque, con il suo Parco è una preziosa risorsa ambientale, che custodisce valori umani, spirituali ed artistici di grande prestigio e sacralità, proprio per le reliquie di un mondo che non c’è più».

LA PRASSI
Ecco quali sono gli step da seguire per il riconoscimento. Il Comitato ristretto degli Eremi celestini è formato da Osvaldo Bevilacqua, giornalista Rai ed esperto di Eremi celestini, Antonio Del Corvo, presidente della Provincia di L’Aquila, Licio Di Biase, presidente dell’Associazione “Roccacaramanico”, Enrico Di Giuseppantonio, presidente della Provincia di Chieti,Bruno Forte, arcivescovo dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto, Gianfranco Giuliante, assessore della Giunta della Regione Abruzzo, Angelo Spina, vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara, Franco Iezzi, commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale della Maiella. Successivamente alla formalizzazione della costituzione del comitato, saranno avviate le procedure di preparazione della documentazione necessaria all’iscrizione degli Eremi celestiniani nella lista propositiva italiana e contestualmente sarà organizzato un incontro per la presentazione dell’iniziativa al territorio.
Il processo per giungere all’obiettivo finale è complesso e può richiedere tempi di attuazione lunghi.