ARTE

A Chieti parte la mostra “Sassu e corrente 1930-1943. La rivoluzione del colore”

Porte aperte al Palazzo De’ Mayo dal 25 luglio al 7 ottobre

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A Chieti parte la mostra “Sassu e corrente 1930-1943. La rivoluzione del colore”
CHIETI. Si terrà a Chieti nella cornice di Palazzo De’Mayo in largo Maritri della Libertà la mostra d’arte “Sassu e corrente 1930-1943. La rivoluzione del colore”, in onore del centenario della nascita dell’artista Aligi Sassu.

Il vernissage che partirà dal 25 luglio (giornata di inaugurazione) e durerà fino al 7 è promosso dalla Fondazione Carichieti che ha messo a disposizione il Palazzo De’ Mayo nuova sede della fondazione ed è a cura di Elena Pontiggia in collaborazione con Alfredo Paglione.
L’ esposizione ripercorrerà la stagione fondamentale dell'artista, documentando organicamente, per la prima volta in Abruzzo e nell'Italia centrale, il Movimento Corrente. Saranno esposte oltre cinquanta opere di Aligi Sassu e un significativo nucleo di dipinti di Birolli, Guttuso, Cassinari, Manzù, Broggini, Migneco e Morlotti.
Il movimento nato nel 1938 a Milano intorno all’omonima rivista fondata da un ragazzo di appena diciotto anni, Ernesto Treccani, radunò vari giovani artisti, come Birolli, Guttuso, Sassu, Migneco, Valenti, Cassinari, Morlotti ed altri tra cui, in posizione più autonoma, Manzù, Tomea, Broggini, Mucchi. Il leit motiv di questa forma d’arte è un espressionismo inizialmente lirico, poi sempre più realistico, impostato sul colore, la luce e l’espressione dei drammi e delle passioni dell’esistenza.
Caratteristiche, queste, che si riscontrano nell’opera “I Dioscuri” di Sassu, gli “Argonauti in Colchide”; la “Deposizione” ed il “Concilio di Trento”, entrambi del museo della Santa Casa di Loreto.
Tra i dipinti di Birolli sarà possibile ammirare “I Poeti”,“La visione di Ezechiele”, puro espressionismo, ed “ Enrica Cavallo”, considerato uno dei massimi ritratti dell’artista.
E, ancora, vanno segnalate le opere di Guttuso, fra cui le nature morte, il “Ritratto di Mimise”, ed il “Ritratto di A. Santangelo”.
Non meno significativo è il nucleo di Cassinari che comprende “La Pietà del Museo di Loreto” ed il “Ritratto di Rosetta”.