"Uomini in oasi" ad Atri, collettiva fotografica per il festival del reportage

Alessandro Biancardi

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ATRI. Ad Atri, città d'arte dell'Abruzzo, la seconda edizione della rassegna internazionale dedicata al giornalismo d'inchiesta diretta da Toni Capuozzo. La manifestazione, in programma dal 17 al 20 giugno, ospita tra gli eventi collaterali la mostra “Uomini in Oasi” incentrata sui volti e il lavoro quotidiano degli agricoltori abruzzesi della Riserva Naturale Oasi WWF Calanchi di Atri ed è patrocinata da Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comune di Atri.
La collettiva rientra nel progetto “Abruzzo, Terra di Natura”, promosso da Casa Vinicola Caldirola, azienda vitivinicola lombarda, in partnership con WWF Italia e con il patrocinio di Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comune di Atri: una piattaforma nata in occasione dell'Anno Internazionale della Biodiversità per promuovere la corretta gestione e la tutela delle risorse naturali per lo sviluppo sostenibile del territorio.
I 30 scatti degli studenti Peter Paul Andrej e Mattia Cutelli verranno esposti durante la quattro giorni del Festival all'interno della sede del WWF di Atri, presso Palazzo Ducale, uno dei simboli più evidenti della ricca storia della città d'arte trimillenaria in provincia di Teramo. La mostra sarà accompagnata venerdì 18 giugno e sabato 19 giugno, ore 19.30, da degustazioni aperte a tutti di tipicità gastronomiche della Riserva Naturale Oasi WWF Calanchi di Atri e vino Casa Vinicola Caldirola.
La sequenza delle immagini propone espressioni e gesti quotidiani di un vissuto che si rifà ai ritmi della vita contadina che scorre ancora nelle aziende della Riserva, “Terre dei Calanchi”, per la produzione del miele, “Oleificio Ferretti” e “Pecorino Hat Atri”. Tra i visi e le mani degli agricoltori compaiono le lame dell'erpice meccanico, i rami dell'ulivo da potare, il barattolo di miele che si accompagna al pecorino, le occhiate pacifiche delle mucche da latte. Contesti sempre più rari ma tenaci nell'attaccamento alla tradizione di attività agricole e tipicità gastronomiche che risalgono alla storia del territorio.
Pasquale, Tiziana, Massimina, Tommaso, Renato, Santino, Giovanna, Gabriele, Dante e Bianca i protagonisti: uomini e donne che dopo anni di duro lavoro portano ancora avanti le proprie attività con gli stessi ritmi che furono dei loro padri. Tradizioni che con orgoglio e nel rispetto della natura e dei suoi tempi hanno saputo trasmettere ai loro figli, Davide, Germano, Antonella, Biagio, Alessia e Matteo, anch'essi immortalati dai giovani artisti che hanno lavorato per far conoscere questo particolare spaccato di umanità agreste. Volti graffiati dal tempo, mani ruvide per il lavoro di una vita, occhi che brillano di speranza e di fiducia nei giorni che verranno pur nell'incertezza di un insicuro raccolto.

09/06/2010 14.32