''Il buco nero'', il libro inchiesta sul terremoto. A L’Aquila presentato con Piero Grasso

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Il terremoto come un “buco nero”, quello in cui sono finiti i 309 morti periti sotto le macerie e quello in cui è finito la città strozzata da una ricostruzione che non parte, dilaniata da mille interessi.

Si chiama proprio “Il buco nero” l’ultimo libro inchiesta di Giuseppe Caporale, giornalista di Repubblica, che pubblica estratti di centinaia di pagine di documenti ufficiali e risultanze investigative su due anni di indagini. Ci sono i crolli ma anche le infiltrazioni malavitose per la gestione degli appalti.

Il libro è edito da Garzanti ed è in edicola. Martedì 5 aprile 2011 alle ore 16.30 sarà presentato a casa Onna alla presenza del procuratore antimafia Piero Grasso.

La tesi del libro, letto da PrimaDaNoi.it, è chiara: molti dei morti del terremoto si potevano salvare se la selva di interessi, di intrecci e responsabilità politiche non avessero avuto la meglio sul rispetto delle norme, la corruzione e la scrupolosità dei controlli.

I terremoti, si dice, sono calamità naturali, sciagure inevitabili di cui possiamo incolpare solo la natura, oppure un dio malevolo e troppo distante dalle nostre pene. La terribile scossa che ha colpito L’Aquila alle 3 e 32 della notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 è certamente una calamità naturale. Ma le 309 vittime e i danni giganteschi –si spiega con documetni nel libro- non sono soltanto l’effetto della potenza distruttiva del sisma. Così come non sono certo colpa del terremoto gli errori e gli sprechi nella ricostruzione, la corruzione e le truffe, le collusioni con la criminalità organizzata, le speculazioni politiche e mediatiche.

Caporale pubblica estratti delle perizie tecniche sugli edifici crollati le quali evidenziano carenze di ogni tipo, dal cemento di scarsisima qualità, alla discrepanza tra progetti e realizzazioni. Nel caso della Casa dello studente, come si sa, mancava addirittura un pilastro ed il tetto era stato appesantito da ulteriori strutture che gravavano su un edificio che aveva bisogno di essere consolidato ed adeguato.

Nel libro si intuisce l’enorme lavoro che è piombato sulla procura aquilana dopo il sisma e che tipo di indagini sono state fatte. In moltissimi casi però il crollo di edifici non produrrà effetti giudiziari e dunque non saranno indicati i responsabili di centinaia di morti.

Il libro ripercorre senza pietà, con stile gradevole e semplice, l’intricata vicenda della ricostruzione. Il libro è l’ulteriore prova che l’Abruzzo del post terremoto è cambiato per sempre.

«La tragedia del popolo aquilano rischia di durare molto a lungo», si legge ancora nel libro, «si calcola che lo sgombero delle macerie dal centro storico dell’Aquila, se procederà a questo ritmo, finirà nel 2079... Tuttavia il grande show mediatico delle prime settimane oggi è solo un ricordo, come se la situazione fosse tornata alla normalità: e questo è un altro scandalo».

Caporale è autore del documentario «Colpa Nostra», basato su un’inchiesta giornalistica sul terremoto dell’Aquila e sulle tangenti che c’erano prima dell’avvento del sisma, vincitore del Salerno International Film Festival.

«C’è una regione che è lo specchio del paese. Una regione che», dice Caporale, «ora vive l’emergenza del terremoto, ma che prima del sisma ha attraversato – quasi silenziosamente – un’altra emergenza: quella della corruzione. Perché in Abruzzo gli scandali legati alle tangenti e al malaffare da anni quasi non fanno più notizia, se non sono eclatanti. Eppure nella terra di Silone, Flaiano e D’Annunzio le inchieste giudiziarie sulle tangenti negli ultimi quindici anni sono state centinaia. Con arresti, indagini e processi. Molto spesso con gli stessi imputati. Il buco nero è un viaggio impietoso e crudo – come sanno esserlo le carte e i documenti dei tribunali – nelle vicende di una terra quasi uguale al resto d’Italia, sempre alle prese con corruzione e tragedie annunciate. Ma non è tutto: dopo il lutto e la devastazione dell’Aquila, ecco ancora spuntare speculazioni e corruzione su quelle stesse tragedie... Come in un circolo vizioso, che non si ferma neppure davanti ai 309 morti del terremoto».

30/03/2011 10.13