Inaugurata la mostra su Ovidio Bartoli

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Nella corte interna della Biblioteca "Melchiorre Delfico" è stata inaugurata la mostra documentaria sull'architettura teramana del primo novecento, illuminata dalla figura di Ovidio Batoli, per quasi 35 anni ingegnere capo del Comune di Teramo (dal 1912 al 1946), e progettista di rilievo di molti pregevoli edifici della città.
L'apertura è stata celebrata con un convegno scientifico, ovviamente sullo stesso argomento, curato da Hector Cavone Felicioni per conto della sezione teramana "Valerio Croce" dell'associazione Italia Nostra onlus, ed introdotto dal presidente Peppino Scarselli.
Relatori di grande fascino divulgativo sono stati, in sequenza, Paola Di Felice, direttore dei musei civici della città, Raffaele Giannantonio, docente di storia dell'architettura all'Università Gabriele D'Annunzio, Anna D'oca e Maria Grazia Rossi, dottori di ricerca presso lo stesso Ateneo.
Interventi personali (Hector Cavone, Sandro Melarangelo) e numerosi interessanti quesiti proposti da molte parti del folto pubblico presente, hanno vivacizzato la seduta, divenuta presto un autentico happening culturale assai diverso dalle solite conferenze a senso unico.
L'interessante serata è stata indubbiamente favorita anche dalla presenza di diversi discendenti del celebre ingegnere: la figlia Nella Bartoli, famosa attrice di teatro, accompagnata dal figlio Leonardo De Carmine, attore anche lui, come il padre Renato De Carmine che ha dovuto rinunciare alla trasferta per una indisposizione. Anche l'altra figlia dell'ingegnere, Nerina (anch'essa con varie esperienze teatrali), era presente col marito teramano Walter Palucci, e la vedova del figlio maschio Peppino, signora Maria Assunta Di Egidio, anch'essa di Teramo.
La manifestazione è stata realizzata con una lunga ed appassionata ricerca negli archivi comunali, dei quali è stata auspicata una migliore organizzazione, ed il completamento dell'indicizzazione informatica, dalla stessa responsabile comunale Paola Di Felice.
Ne è risultata fra l'altro una considerevole rilevanza, oltre i confini provinciali, della produzione di Ovidio Bartoli che ha progettato l'allora Casa del Balilla, della quale esisteva un primo progetto di massima firmato da Enrico Del Debbio, famoso animatore di quasi tutta l'architettura italiana per lo sport dell'era fascista. Altra scoperta sorprendente è stata il cineteatro Apollo, inaugurato nel 1912, su progetto di Ovidio Bartoli, che fu una delle prime realizzazioni in Italia in cemento armato.
La mostra, di modeste dimensioni quantitative, ma ricca di documenti di grande suggestione, sarà forse prorogata di alcuni giorni per consentire ai teramani, soprattutto delle scuole, un assaggio dei segreti dimenticati della sua storia. Il "catalogo-monografia" della manifestazione è ancora disponibile gratuitamente presso la Biblioteca.

26/10/2009 10.48