Il libro: Pescando nella memoria di Liliana Sabarini Branciaroli

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Liliana Sabatini-Branciaroli è nata a Giulianova ed ora vive a Pescara dove ha risvegliato il mulino a vento della sua memoria scrivendo un saggio rievocativo di vicende,nomi, testimonianze interessanti di un tempo che fu.
Il libro e' come una favola tenue e squisita, svolta con grazia delicata,sottile di dialoghi,e dolcezza di tocchi.
L'autrice ha ripescato dalla memoria, giorni avvincenti e date con
una facilita' di mente senza eguali.
Ha senza dubbio strappato un velo al passato per riviverlo nel presente con tanto amore.
Liliana non ha rimorsi e rifarebbe tutto quello che ha fatto poichè
«la vita va accettata come te la offre il destino».
Il viaggio attraverso il tempo di Liliana inizia dall'asilo di Giulianova,
dal portone massiccio e grigio,un piccolo piazzale ed un'ampia stanza piena di piccole scrivanie e sedili.
«In fondo alla stanza c'era l'armadio dei sogni», ricorda la fanciulla, ammirata da tanti per la sua naturale bellezza.
Il giardino,le pesche pelose,il gioco delle noci, il casotto della spiaggia, il Convento di Mosciano S.Angelo, il diploma, la gita scolastica e poi il matrimonio, la nascita dei suoi tre pupattoli, la gita in montagna, la grande paura, sono rimembranze care a molti che, per destino, nella vita hanno attraversato momenti e situazioni simili.
«Quando nacque il primo figlio ( Flavio), la gioia fu indescrivibile per tutti»,narra Liliana .La coppia si trasferì a Macerata, sempre per la guerra e due anni dopo dalla nascita di Flavio fu la volta di Peppino. Era il maggio 1948.
Quando chiediamo: Ma cos'e' l'amore? l'autrice risponde:« E' la
base della conoscenza umana»
«Mio padre (Peppino n.d.r.) compro' la casa nel 1922,dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti. Era partito giovanissimo, con la nave che aveva impiegato più di un mese per la traversata, portando con sè un carico umano di dolori, di speranze per il nuovo mondo».
«Papa' ritorno' in America, più tardi - aveva 70 anni- in compagnia di mamma,ed al ritorno si stabili' nella casa al centro del corso dove insieme alle mie sorelle abbiamo raccolto le nostre incertezze, aspirazioni, delusioni, dolori e gioie. E fu lì, che papa' amante della musica, spiro' il giorno della Festa della Madonna dello Splendore, mentre la banda paesana transitava sotto il suo balcone».
«Tantissimi flash tornano nella mente, al ricordo del passato», dice la Sabatini-Branciaroli,e ad elencarli tutti diventa troppo lungo ed accorato.
«A Pescara abbiamo trovato un altro angolo di vita piacevole, altri
amici,altre situazioni che non fanno rimpiangere il Paese».
Il libro della Sabatini e' stato accettato e premiato anche dalla Giuria nazionale dell'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Stanto Stefano (Arezzo).

Lino Manocchia 25/03/2009 9.08