A Francavilla eventi per gli 80 anni dalla morte di Michetti

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. La Fondazione dedicata a Francesco Paolo Michetti ha in programma una serie di iniziative a Francavilla, e nella capitale in collaborazione con le varie istituzioni nazionali e locali.
In particolare a Michetti sarà dedicata la Sessantesima edizione del premio di pittura che da lui prende il nome e che ha consolidato negli anni la sua fama e l'apprezzamento degli studiosi anche oltre i confini nazionali.
La Rassegna annuale di Francavilla è non solo la più antica d'Italia, ma si fa vanto di aver ospitato nel corso di decenni i maggiori artisti italiani e di aver valorizzato giovani talenti che si sono poi affermati anche in campo internazionale; anche in questo caso l'elenco sarebbe lunghissimo.
«Il 5 marzo del 1929», dicono alla Fondazione, «nel cuore di un secolo difficile, Michetti si spense a Francavilla a Mare, è stato uno dei più grandi figli di una terra che, a cavallo tra Ottocento e Novecento, ha dato all'Italia alcuni grandi protagonisti della cultura Europea. Era nato a Tocco da Casauria il 4 agosto 1851. La Fondazione Michetti, che è stata costituita per onorare il nome del maestro attraverso l'attività del Premio di pittura, intende ricordarlo a quanti hanno a cuore l'arte e la cultura. Un riconoscimento non solo nei confini nazionali ma anche nei tanti paesi in cui è stato ammirato ed apprezzato per la sua forza, il suo talento e la personalità che ne fecero, in un sodalizio inimitabile con Gabriele d'Annunzio ed altri grandi del suo tempo, un innovatore ed un esempio da imitare per generazioni di artisti».
«Questo difficile, per molti versi persino drammatico 2009», dice Vincenzo Centorame, presidente della Fondazione Michetti, «può essere per noi abruzzesi e non solo, un anno di ripresa e di riscossa anche all'insegna dell'arte e di Francesco Paolo Michetti. Un artista che non può essere dimenticato da una Regione che a Lui deve molto che nel suo nome può dare inizio ad una nuova stagione, ad una ripartenza in tutti i settori della società abruzzese gravemente toccata dai segnali della crisi che è anche culturale e morale. Proprio la storia del Premio Michetti dovrebbe insegnare molto a tutti gli abruzzesi e, in particolare, alla sua classe dirigente. Non dimentichiamo che un piccolo gruppo di volenterosi, con le rovine della seconda guerra mondiale ancora fumanti, ha pensato nel 1946 ed ha poi varato nel 1947 la prima edizione della Rassegna di pittura destinata ad ospitare, fino ad oggi, oltre settemila artisti, tra i più grandi a livello nazionale ed internazionale.
Quello che noi facciamo è un appello al Ministero dei Beni Culturali e, soprattutto, alla classe dirigente abruzzese, agli operatori economici ed ai tanti amici che ovunque conoscono ed apprezzano questa lunga ed inimitabile storia italiana fatta di passione, disinteresse e lavoro».

03/03/2009 11.57