Roccamontepiano si trasforma in set per ricostruire la sua storia

Alessandro Biancardi

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Roccamontepiano si trasforma in set per ricostruire la sua storia
ROCCAMONTEPIANO. Gli angoli più remoti di Roccamontepiano diventano un set cinematografico all'aperto.
Mercoledì scorso (25 febbraio 2009), il regista teatino Fabrizio Franceschelli, ha avviato le riprese del video-documentario "la guerra a Roccamontepiano 1943-1944".
Il progetto, fortemente voluto dall'amministrazione comunale, ha riscosso il giudizio positivo della Regione Abruzzo tramite la legge di promozione culturale.
«Quello che si sta realizzando in questi giorni è un lavoro multimediale che ha l'ambizione di raccogliere le testimonianze dirette di chi ha vissuto la tragedia della guerra a Roccamontepiano», hanno spiegato gli organizzatori, «ma anche di ricostruire i fatti e gli avvenimenti più salienti dell'occupazione tedesca, del rapporto tra i militari e la popolazione civile, dei bombardamenti e dello sfollamento».
Insomma un DVD che, oltre al fatto che verrà distribuito gratuitamente a tutte le famiglie roccolane, sarà un prezioso documento della memoria collettiva di Roccamontepiano e non solo.



L'associazione teatina "territori Link" non è nuova a questi lavori, già alcuni anni fa ha realizzato un doppio filmato dal titolo "la guerra in casa" e nella stessa occasione Roccamontepiano fu lo scenario utilizzato dal regista Franceschelli per effettuare numerose riprese di ricostruzioni d'epoca.
Un metodo, quello di Franceschelli e Cavasinni, già ben collaudato per la nota trasmissione "Chi l'ha visto?". Solo qualche settimana fa i due registi teatini hanno concluso le riprese sull'eccidio di Sant'Agata a Gessopalena, sempre durante l'ultimo conflitto mondiale.
Dalle interviste finora raccolte, in paese, riaffiorano ricordi attenti e precisi.
Sono tante le persone anziane che hanno dato il loro contributo alle ricostruzioni ed ai fatti su cui si sta lavorando anche il Professore Aurelio Subranni.
Ma il progetto ha coinvolto anche i giovani, in maniera particolare ragazzi in età di leva. Ragazzi, appunto, che oltre a non aver conosciuto la guerra fanno parte di quella generazione che può ritenersi fortunata per il fatto di non aver mai impugnato un'arma, tranne quelle finte utilizzate per la ricostruzione.
I ragazzi che hanno interpretato i militari tedeschi ed i civili sono stati una quindicina, comparse roccolane che si sono rese disponibili e che ad ultimazione delle riprese hanno confessato di non essere a conoscenza della storia che sono stati chiamati a ricostruire.
«Quella di mercoledì», ha spiegato il regista Franceschelli, « in effetti, è stata la ricostruzione dell'uccisione di un ragazzo di vent'anni che dopo quattro giorni di prigionia fu mitragliato dai soldati tedeschi e buttato nella stessa fossa che era stato costretto a scavare. Una storia, mai compresa fino in fondo, un'esecuzione sommaria e barbara avvenuta il 1 gennaio del 1944 che ancora oggi ci insegna di quanto crudele e spietata è stata la guerra da noi e di quanto questa, seppur lontana oggi, debba far riflettere sulla necessità di evitarla nel terzo millennio».
Ad interpretare la parte di Amedeo Basciani, il pronipote, Luca Spadaccini che oltre ad aver ben recitato la parte, ha confessato di essersi sentito orgoglioso del fatto che ha contribuito a mantenere vivo il ricordo del lontano zio.

28/02/2009 9.01