La Mostra di Nicola da Guardiagrele approda a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La Mostra Nicola da Guardiagrele. Orafo tra Medioevo e Rinascimento inaugurata nel Novembre del 2008 presso il Museo Liberiano di S. Maria Maggiore in Roma, trasferita successivamente al Museo Nazionale Archeologico di Villa Frigerj a Chieti, ha presentato al pubblico, con grande successo, una antologica delle opere del sommo orafo abruzzese, di recente restaurate.
Ora la mostra approda a L'Aquila al museo Nazionale d'Abruzzo dal 7 al 29 marzo 2009.
La campagna di restauri avviata, circa cinque anni fa con il recupero del preziosissimo paliotto in argento e smalti della cattedrale di Teramo, è stata possibile grazie alla sponsorizzazione dell'Arpai. Su richiesta della Soprintendenza BSAE per l'Abruzzo, si è giunti successivamente al restauro dei due ostensori di Atessa e Francavilla al Mare, insieme alla pregevole e rarissima custodia in cuoio inciso e parzialmente dorato; dopo questo intervento altre importanti testimonianze di Nicola da Guardiagrele sono state restituite all'antico splendore col supporto dei Musei Vaticani.
«La tappa aquilana», dicono dalla Soprintendenza, «restituisce, nella sede del Museo Nazionale d'Abruzzo, il contesto storico dell'artista per la presenza di fondamentali opere d'arte coeve quali Il Trittico di Beffi e l'Albero della Croce entrambe della prima metà del XV secolo.
Gli apparati didattici e audiovisivi offrono, attraverso ingrandimenti fotografici, una comprensione maggiore della raffinatezza e della genialità unica dell'orafo guardiese, nonché della sua straordinaria abilità nel rendere in scala anche i minimi particolari».

04/02/2009 10.42