Domenica i "Turchi" a Villamagna in onore della patrona

Alessandro Biancardi

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VILLAMAGNA. A mezzogiorno in punto di domenica, 13 luglio, memoria liturgica di santa Margherita vergine e martire, come vuole una tradizione ormai secolare, Villamagna torna ad essere "assediata" dai Saraceni, in ricordo della miracolosa salvezza dalle orde turche di Pialì Pascià che nel 1566, dopo aver saccheggiato le coste abruzzesi, provava a depredare anche i centri dell'entroterra.
La rappresentazione del miracolo di Santa Margherita è una delle più suggestive dell'intero Abruzzo e ricostruisce, in un'ora circa, tutte le fasi di quell'assedio che molta angoscia portò ai villamagnesi.
Il tutto inizia con i Saraceni accampati nei dintorni di Villamagna: prima di attuare il loro piano di devastazione, i turchi mandano in avanscoperta un drappello con a capo tre uomini scelti per spiare se il paese è protetto da una guarnigione e preparare quindi l'attacco. Giunti nei sobborghi della cittadina, mentre i tre scrutano la zona, improvvisamente appare una fanciulla che sbarra a loro il passo. Dopo averli intimoriti, la misteriosa apparizione sparisce. I soldati che accompagnavano il drappello si arrestano sconcertati, poi si consultano e decidono di riferire l'accaduto ai loro comandanti, che non ne vogliono sapere di rinunciare all'assedio.
I soldati tornano di nuovo e si spingono vicinissimi al paese, provocano alcuni focolai di incendio, con l'intento di terrorizzare la popolazione prima del saccheggio ma si ripresenta la misteriosa fanciulla. Non basta: i Saraceni decidono di far intervenire comunque il grosso della truppa per cingere d'assedio Villamagna e baldanzosi e spavaldi, preceduti dalla fanfara, raggiungono le porte della cittadina; tutto ormai sembra perduto.
Ma un altro evento straordinario interviene a fermare la loro marcia: una trincea di fuoco si accende davanti ad essi e per la terza volta appare la strana fanciulla. Di fronte a questi prodigi, sbigottiti e toccati dalle parole della coraggiosa giovane, i soldati si sbandano intimoriti e fuggono disordinatamente. Nei pressi della località chiamata «La Croce» i Saraceni avvertono che una forza misteriosa si oppone ai loro piani, ricompongono i drappelli e stabiliscono di risparmiare Villamagna dal saccheggio e dalla morte. Ripongono le anni e si riavvicinano per entrare pacificamente nella cittadina, attraversano le vie principali e fraternizzano con i villamagnesi. Li ritroviamo in piazza, dinanzi alla chiesa madre, ove si conclude la rappresentazione: all'interno dell'edificio sacro, il popolo celebra la novena in preparazione alla festa di Santa Margherita; alcuni soldati entrano nel tempio e riconoscono nella statua solennemente esposta, la strana giovanetta che li aveva fermati lungo la via, pronunciando parole di pace. La voce si sparge e i villamagnesi gridano al miracolo, mentre i turchi si convertono al cristianesimo. Una storia popolare, che unisce a dati storici molte invenzioni popolari, ma che creano una rappresentazione piena di fede e di pathos che è sempre seguita da numerosissimi turisti e fedeli. All'annuncio della salvezza, le campane di tutte le chiese del paese suonano a festa e dall'altra sponda del fiume Foro rispondono le campane e i fuochi d'artificio di Miglianico, il cui santo patrono, San Pantaleone, tradizionalmente viene considerato fratello di Santa Margherita.
Ancora una volta domani mattina, la Pro-Loco, il Comune e tutte le associazioni del territorio torneranno a dare vita a questa rappresentazione che unisce tutti i villamagnesi, anche quelli emigrati, che a decine tornano nel proprio paese per seguire la tradizionale rappresentazione.
Anche quest'anno, come negli ultimi anni, la rappresentazione del miracolo di Santa Margherita tornerà ad essere rimessa in scena in notturna il primo sabato di agosto (il 2 quest'anno) in un allestimento pensato appositamente per i turisti.
12/07/2008 14.46