Paul Badde a Roseto per ricevere il Città delle Rose

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Un intervento urgente lo aveva bloccato a pochi giorni dall’appuntamento ma dopo una pausa di convalescenza lo scrittore Paul Badde, tornato in piena forma, ha deciso di recuperare e domani sarà a Roseto degli Abruzzi per ricevere il Premio “Città delle Rose”.


Ad assegnare il riconoscimento è stata la Giuria del concorso promosso dal Comune di Roseto e dedicato alla saggistica edita.
Il presidente della Giuria tecnica Vincenzo Cappelletti nella sua veste di presidente dell'Istituto di studi germanici ne ha segnalato la perfetta professionalità e come abruzzese lo ha ringraziato per la sua ricerca compiuta su una reliquia di significato inestimabile: il Volto Santo, l'acheropita – un grecismo allo stato puro che significa : non dipinto a mano – conservato nel Santuario di Manoppello. Una misteriosa analogia con la Sindone, tutta da meditare.
Paul Badde sarà ospite di Roseto nel fine settimana e sabato 28 giugno alle 11.00 incontrerà il Sindaco Franco Di Bonaventura e l'Assessore alla Cultura Sabatino Di Girolamo. Nel corso di una cerimonia informale l'autore riceverà il premio e la rosa d'argento e nell'occasione sarà fissata la data in cui tornerà in città per presentare il suo libro e incontrare i lettori.
Paul Badde, risultato vincitore per la sezione autori stranieri è storico e giornalista, dal 2000 è corrispondente del quotidiano “Die Welt” prima da Gerusalemme, oggi da Roma e dal Vaticano. Tra i suoi testi: Jerusalem, Jerusalem e Die himmlische Stadt.
“La seconda Sindone” è il titolo del suo libro edito da Newton e Compton
in cui si racconta del santuario arrampicato sui monti dell'Abruzzo dove è custodita un'immagine che potrebbe rivoluzionare per sempre la percezione dell'iconografia cristiana. Si tratta di una reliquia conosciuta con il nome di “velo della Veronica” o, prendendo spunto dalla località in cui si trova, “velo di Manoppello”.
Sulla superficie impalpabile del velo compare un disegno che nessuna mano umana ha mai potuto tracciare: si tratta della rappresentazione nitida del vero volto di Cristo, ammirata e venerata da migliaia di fedeli ma, inspiegabilmente invisibile allo spettroscopio. Ad aumentare la carica misterica dell'oggetto, poi, vi sono le somiglianze e analogie tra il volto impresso sul velo di Manoppello e quello immortalato dalla Sacra Sindone di Torino. Il libro di Paul Badde ritrova la miracolosa immagine di Manoppello tra le pieghe di una leggenda che vuole l'imperatore Tiberio soccorso e guarito da una reliquia, che, attraverso il terzo successore di Pietro, sarebbe giunta a Roma, attraendo folle di pellegrini. Da allora, papi, imperatori, guerrieri e semplici credenti hanno accompagnato il percorso dell'icona, circondata da interrogativi a cui la scienza non è in grado di rispondere.

27/06/2008 12.01