Italia 150, anche Ettore Troilo tra i migliori servitori dello Stato

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il profilo di Ettore Troilo è stato pubblicato sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. L'iniziativa è stata voluta dal ministro Renato Brunetta per ricordare, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unita' d'Italia, i migliori 150 servitori dello Stato.

Uomini e donne che nel corso della storia unitaria del nostro Paese hanno dedicato la propria vita al servizio della collettivita' in tutti i rami della pubblica amministrazione: a livello centrale e a livello locale, nei ministeri e negli Enti, nelle varie articolazioni della magistratura e delle forze dell'ordine, nelle aule scolastiche e universitarie, nelle strutture sanitarie, nei musei e nelle istituzioni culturali. Ettore Troilo nasce a Torricella Peligna (Chieti) il 10 aprile 1898 in una famiglia di proprietari agrari di tradizioni conservatrici. Vicino agli ideali del socialismo interventista, nel 1916 parte volontario per la guerra dove, giovane ufficiale, si distinse meritando una Croce al merito. Nelle trincee alpine conosce Emilio Lussu, con il quale stringe una duratura amicizia. Nel 1923, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza all'Universita' di Roma, si trasferisce prima a Milano, dove frequenta lo studio di Filippo Turati, e poi di nuovo a Roma, dove lavora nella segreteria di Giacomo Matteotti fino al suo giorno del suo assassinio. Attivo nell'ambiente dell'antifascismo democratico, fin dalla sua fondazione entra a far parte del movimento clandestino Italia Libera. Nello stesso periodo collabora con Giovanni Amendola, Alberto Cianca e Mario Ferrara nella redazione de "Il Mondo".

Dal 1926 si occupa dello studio professionale di Egidio Reale dopo che questi, condannato per le sue idee antifasciste, era stato costretto a rifugiarsi all'estero. Con la caduta del regime fascista partecipa in prima fila alla lotta partigiana: nel gennaio 1944 si pone al comando della Brigata Maiella che combattera' in Abruzzo, nelle Marche, in Romagna e in Emilia. Tornato alla vita civile, ricopre gli incarichi di ispettore generale del Ministero per l'Assistenza post-bellica (fino al gennaio 1946), di prefetto di Milano (fino al dicembre 1947), di delegato del Governo italiano presso l'ONU (fino al gennaio 1948). Nel 1951 partecipa con Antonio Greppi e Leo Valiani alla costituzione del Partito di Unita' socialista, destinato a vita breve come anche il Movimento di Autonomia socialista che promuove nel febbraio 1953 con Greppi, Ferruccio Parri, Piero Calamandrei e altri. Chiamato nel 1951 a sottoporsi a visita medica collegiale per l'assegnazione della pensione di guerra, ritiene "un atto di doverosa onesta' civica" rinunciarvi mentre migliaia di ex combattenti attendono ancora il riconoscimento delle loro effettive e concrete infermita' e la conseguente assegnazione della relativa pensione. Tornato a esercitare la professione di avvocato, promuove diverse iniziative per far rivivere la memoria della Resistenza. Muore a Roma il 5 giugno 1974. La sintesi della sua biografia e' tratta da un libro curato dal professor Guido Melis, massima autorita' in materia di storia della Pubblica Amministrazione italiana, che si e' avvalso di un nutrito gruppo di studiosi, della documentazione inviata dai ministeri e del contributo volontario di funzionari e dirigenti di varie amministrazioni. Il volume sara' presentato nell'ambito del prossimo ForumPA previsto per la prima meta' di maggio di quest'anno e verra' distribuito al pubblico nel corso della mostra "La Macchina dello Stato" che si aprira' presso l'Archivio Centrale dello Stato. I personaggi trattati nel libro costituiscono il nucleo di partenza di una grande raccolta di testi, documenti, riferimenti bibliografici, immagini e filmati che si arricchira' nel tempo sino a formare un vero e proprio deposito di conoscenze, riferimenti e collegamenti sulla storia della Pubblica Amministrazione. 

 25/03/2011 14.43